Recensione: Il Metodo Whals

Recensione del libro Il Metodo Whals

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Salve ragazzi!

Oggi voglio condividere con voi il mio pensiero su questo libro.
Non lo definirei un semplice libro ma un vero e proprio pozzo di informazioni preziose per il nostro organismo.

L’autrice, Terry Lynn Wahls, è un ex medico, assistente capo dello staff dell’Amministrazione sanitaria dei veterani di Iowa City ed è professoressa clinica di medicina all’Università dello Iowa.
L’autrice, nella triplice veste di medico, ricercatrice e paziente affetta da Sclerosi Multipla, racconta come ha “sconfitto” la malattia grazie ad una corretta alimentazione.

Il libro espone una metodica/protocollo alimentare volto alla prevenzione delle malattie autoimmuni e non solo. La dottoressa, ha creato un proprio protocollo alimentare denominato appunto “metodo Whals” che abbinata alla Paleodieta, aiuta le persone affette da malattie autoimmuni (in questo caso, specificatamente per la Sclerosi Multipla) ad effettuare una prevenzione o addirittura un attacco diretto per cercare di far regredire o comunque non far avanzare i sintomi degenerativi tipici di una malattia autoimmune.

La dottoressa Whals espone sapientemente la parte medica e anche fisica e biologica del funzionamento del nostro organismo, spiegando perfettamente come influisce il cibo, che ingeriamo, nel nostro corpo. Ci insegna una strategia chiara e coincisa, accompagnata da una svariata documentazione scientifica e supportata da prove effettuate da lei stessa e sui suoi pazienti, modificando stile di vita e alimentazione, aiutando chiunque a fare qualcosa di concreto per migliorare il proprio stato di salute.
Uno dei messaggi principali del libro è che la chiave di qualsiasi miglioramento dello stato di salute parte dal potenziamento dell’energia cellulare e mitocondriale.
I mitocondri sono, infatti, vere e proprie centraline energetiche che si trovano all’interno delle nostre cellule, producono il “carburante” necessario che serve al nostro corpo per funzionare.

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Dottoressa Whals, prima e dopo aver iniziato il protocollo.

Come lei stessa scrive:
Il nutrimento cellulre proviene dal cibo che mangiamo. Il carburante necessario alle cellule per portare avanti la chimica della vita, proviene dagli alimenti che ingerite. Ciò che mangiamo ha un ruolo di spicco nel determinare il corretto funzionamento dell’organismo, la probabilità di esprimere o meno le predisposizioni genetiche, l’eventuale insorgenza di patologie croniche e la capacità di recuperare le funzionalità compromesse da una malattia. Se versate zucchero nel serbatoio di un auto, l’auto non funzionerà. Se mancano metà dei componenti necessari all’assemblaggio di un giocattolo, il giocattolo non funzionerà. Non è di certo un’idea rivoluzionaria, ma, per qualche motivo, tendiamo a dimenticarcene quando si tratta delle cellule del nostro corpo.”

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Dr.ssa Terry Whals oggi (a destra) con la moglie Jackie.



Leggendo questo libro, ho trovato continua conferma su quello che sto già facendo. Leggendo alcune testimonianze di pazienti, che hanno iniziato a seguire il Metodo Whals o la Paleodieta, mi ci sono rivista pienamente. Ho ripensato agli anni in cui stavo malissimo, a quando avevo l’asma e intolleranze e psoriasi (malattie autoimmuni) a quando ero costantemente stanca, spossata, depressa e demotivata, e che ora, grazie a questa dieta, sono riuscita a riprendere in mano la mia vita, e ad essere attiva e in forma e soprattutto più felice!

Il libro è di facile lettura, non ci sono terminologie troppo difficili e la dottoressa spiega il tutto in modo molto semplice ed è di facile comprensione.
A prescindere che stiate lottando la Sclerosi Multipla o una qualsiasi altra malattia autoimmune, vi consiglio vivamente di leggere questo libro, anche solo per migliorare il vostro stato di salute o per ritrovare nuova energia o semplicemente per prendervi cura di voi stessi.

Io l’ho acquistato QUI

L’importanza dell’Acqua

L’acqua è viva, l’acqua è vita!💙

Bere regolarmente acqua contribuisce al mantenimento delle normali funzioni fisiche e cognitive e alla regolazione della temperatura corporea. Il principale impegno del corpo è quello di mantenere un equilibrio acido-basico. Noi ricaviamo l’energia necessaria per le nostre funzioni dal cibo. Ma poi abbiamo bisogno di espellere i rifiuti acidi (detti cataboliti) ma a volte il corpo non riesce a farlo da solo, ha bisogno di usare importanti minerali per eliminare questi rifiuti. Quindi se non dispone di una continua scorta di minerali alcalini, il corpo non può espellere tutti i rifiuti acidi. Per aiutare il corpo nel suo compito è quindi importante bere tanta acqua! Ma mica acqua qualsiasi..
È importante bere l’acqua giusta! Ad esempio meglio evitare l’acqua in bottiglia di plastica in quanto può contenere microplastiche, tossiche per il nostro corpo.
Spesso le bottiglie di plastica sono trasportate in camion che stanno ore sotto il sole e quando la plastica si scalda, diventa tossica e rilascia le microplastiche.
Sinceramente, eviterei anche l’acqua del rubinetto, per quanto sia sicura, le tubature possono rilasciare metalli e spesso l’acqua è disinfettata con il cloro, il quale è nocivo per la salute (vi ricordate che, in piscina, le mamma ci rimproveravano di non bere l’acqua?) l’acqua più sicura è quella in bottiglia di vetro che non rilascia sostanze tossiche.

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Qui ero a Gemona, stevo bevendo da una fontana che prende l’acqua direttamente dalla sorgente!

Consiglio di cercare una buona acqua in bottiglia di vetro con un PH alla sorgente intorno a 8.

Tuttavia è sempre meglio aggiungere un buon alcalinizzatore perchè le proprietà alcalinizzanti svaniscono nel tempo e quindi, il valore iniziale, potrebbe calare drasticamente.
Potete anche usare lo ionizzatore o le caraffe alcalinizzanti, ne trovate molte in commercio!
Se avete la possibilità, prelevate l’acqua da sorgenti naturali (quando andate in viaggio, portatevi dietro una cassetta di bottiglie di vetro, noi lo facciamo sempre.) in oltre, le bottiglie di vetro sono riutilizzabili all’infinito e si evita di buttare e sprecare troppa plastica ♻️
Mi rendo conto che non sempre si ha la possibilità di fare tutto ciò, per cui, vi consiglio vivamente di utilizzare delle gocce alcalinizzanti! Io uso Alka Water che potete trovare qui: AlkaWater
Sicuramente, un modo più pratico, immediato ed economico per alcalinizzare l’acqua, è tramite il concentrato alcalino AlkaWater.
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L’efficacia di AlkaWater è determinata dall’immediata biodisponibilità dei suoi minerali (potassio, sodio, cloro, selenio, boro, molibdeno) ed oligoelementi che contribuiscono a mantenere l’equilibrio acido-basico e a rinforzare il sistema immunitario del nostro organismo.

È consigliabile mettere le gocce direttamente nel bicchiere perché se messe nella bottiglia, dopo poche ore, l’effetto svanisce… A meno che non riusciate a bervi 1 litro di acqua sul colpo hehe! (2 gocce in un bicchiere d’acqua va benissimo! 7/8 gocce per una bottiglia da mezzo litro)

Io la sto usando da quasi 1 anno ed è anche grazie a queste goccette che la mia salute è migliorata drasticamente. L’acqua giusta ringiovanisce è nutre le cellule!
A mio parere è un investimento che vale la pena di fare. E vi durerà anche mesi!

 

Aborigeni d’Australia, Ieri ed Oggi

Nutrition and Physical Degeneration

Stavo navigando su internet quando mi imbatto in un articolo riguardante le tribù aborigene d’Australia. Il titolo dell’articolo è “La perfezione fisica e mentale degli aborigeni australialiani e la loro degenerazione causata dalla dieta dell’uomo bianco” e ovviamente mi ha attirato, così ho iniziato a leggerlo.

Negli anni, ho letto spesso di tribù e popolazioni indigene con un buonissimo stato di salute, di igiene dentale e nessun problema cardiovascolare… anche nei documentari alla Tv si può notare il loro fisico asciutto e con un tono muscolare non indifferente.

Una frase di questo articolo mi ha fatto dire “Ecco!! Lo sapevo!”.
Nell’articolo viene nominato Weston A. Price, chi è? O meglio, chi era? Era un dentista canadese, vissuto nei primi anni novanta, noto principalmente per le sue teorie sulla relazione tra nutrizione, salute dentale e salute fisica.
Ho letto di lui nel libro di Lierre Keith “Il mito vegetariano” dove spiega molto bene le sue vicende e le sue scoperte.
Man mano che leggevo,  mi riconoscevo appieno nei suoi studi… Ho sempre avuto problemi alle arcate dentarie da piccola, i denti crescevano a caso, quasi al centro del palato e storti, avevo l’arcata superiore molto stretta. Ho tenuto l’apparecchio per 10 anni! (5 anni l’apparecchio mobile e altri 5 anni l’apparecchio fisso).
Per fortuna, ora ho i denti dritti, non ho avuto necessità di togliere i denti del giudizio, e 2 piccole carie che si stavano formando circa 3 anni fa, (prima della paleo dieta che ho iniziato da poco meno di 2 anni) all’ultimo controllo per la pulizia dei denti, il dentista ha confermato che non sono peggiorate!

In breve vi posso dire che è stato un dentista molto intelligente, fu il primo ad accorgersi che la salute dei denti dei suoi pazienti derivava da abitudini alimentari sbagliate e soprattutto per colpa dei nuovi cibi industriali. Decise così di viaggiare per tutto il mondo per andare a studiare direttamente le popolazioni indigene. Scrisse il libro “Nutrition and Physical Degeneration”.

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Vi incollo qui il testo dell’articolo:

Gli aborigeni australiani sono una razza (o almeno lo erano prima dell’arrivo dell’uomo bianco che ne ha rubato i territori e ne ha modificato le abitudini di vita e di alimentazione) con una costituzione fisica eccezionale ed eccellenti abilità in ogni campo. Vista eccellente, capacità superba di scovare e cacciare anche gli animali più veloci e più astuti, coraggiosi e temprati ad ogni difficoltà, sono riusciti a mantenere un’eccezionale forma fisica anche vivendo nei territori dell’interno, laddove i civilizzati bianchi fanno fatica a sopravvivere. La loro civiltà originaria ne ha sempre fatto degli uomini onesti, rispettosi delle consuetudini tribali, deferenti e rispettosi nei confronti dei loro saggi anziani. I bambini aborigeni allevati ancora secondo le antiche usanze tribali diventano ben presto indipendenti a differenza dei figli della nostra civiltà occidentale, che spesso dipendono dai genitori fino ai 30 anni e oltre.CRGLw58XAAApEpt

Il dottor Weston A. Price, quando li visitò negli anni ’30 del secolo scorso, fu impressionato anche dall’eccezionale stato di salute dei loro denti e dalla perfetta regolarità delle loro arcate dentarie. Come egli scrive nel suo libro “Nutrition and Physical Degeneration – a Comparison of Primitive and Modern Diets and Their Effects”:
Tali razze primitive come gli aborigeni dell’Australia si sono riprodotti generazione dopo generazione per molti secoli, nessuno sa per quante migliaia di anni, senza lo sviluppo di un cospicuo numero di irregolarità delle arcate dentali. Eppure, nella generazione successiva a quella che ha adottato i cibi dell’uomo bianco, una grande percentuale di bambini ha sviluppato irregolarità delle arcate dentali con cospicue deformità facciali. Gli schemi di tali deformità sono simili a quelli visti nelle civiltà dei bianchi.
I cibi dell’uomo bianco, che ha ormai rovinato la dentatura e più in genrale la salute di quasi tutti i popoli del mondo, è quello basato su prodotti da forno realizzati con farina bianca e zucchero e cibi in scatola. L’effetto di questo cibo povero di sostanze vitali (specie se la farina è stata macinata più di due settimane prima del suo consumo) lo si vede subito dal confronto tra lo stato dei nativi che seguono ancora l’alimentazione tradizionale e quelli che si sono fatti corrompere dai dallo stile di vita e di alimentazione moderna.
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Come scrive ancora il dottor Price:
Ci fu offerta l’opportunità di esaminare un gruppo di aborigeni nativi dell’Australia che formavano l’equipaggio di 18 uomini di una nave per la pesca delle perle. In questo gruppo il 5,7 per cento dei loro 554 denti erano stati attaccati dal decadimento [ovvero dalla carie].
Questi individui potevano facilmente essere divisi in due gruppi; quelli che erano stati allevati nei territori dell’interno e quelli che erano stati allevati nelle missioni. Nei tredici allevati nella regione interna non uno solo dei loro 364 denti era mai stato colpito dal decadimento e nemmeno un individuo aveva arcate dentali deformate. In contrasto con questo, nei cinque allevati in missione il 19,3 per cento dei loro 140 denti era stato attaccato dal decadimento ed il 40 per cento di questi individui avevano arcate dentali anormali.
Il cuoco sulla nave governativa era un aborigeno proveniente dal Nord Australia. Egli era stato addestrato su una nave militare come dietista. Aveva perso praticamente tutti i suoi denti. È interessante notare che mentre i nativi aborigeni avevano denti praticamente perfetti, quest’uomo che era un addestrato dietista per i bianchi aveva perso quasi tutti i suoi denti a causa del decadimento e della piorrea.

Un interessante resoconto del dottor Price ci mostra di quale raffinata “tecnologia naturale” disponesse tale popolo cosiddetto “primitivo”:
Una madre morì ed il suo bimbo che stava ancora allattando fu preso in carico dalla nonna materna, la quale aveva dato luce ad un bambino, sebbene non di recente. Questa donna mise in atto la soluzione primitiva per fornire latte dal seno con un metodo artificiale. Il suo metodo era quello di preparare un unguento partendo dai corpi freschi di un insetto che faceva il suo nido nelle foglie di un certo albero. Quindi se lo spalmò sul seno e nel giro di poco tempo riuscì a produrre latte abbondante per questo figlio adottivo.

I teschi degli antichi aborigeni, conservati nei musei, sono stati esaminati dal dottor Price il quale ha rilevato una interessante differenza: “i teschi che provenivano dalle zone costiere dove sono disponibili cibi di origine marina, mostrano dimensioni più massicce”.
Quali sono i cibi che la natura ha reso disponibili per queste popolazioni? Leggiamo ancora una volta il resoconto del dottor Price:

I cibi disponibili per questa gente sono incredibilmente limitati in varietà e quantità, a causa dell’assenza di piogge e dell’infertilità del suolo. Come cibo vegetale essi usano radici, gambi, foglie, bacche, semi di erbe ed un tipo di pisello indigeno, che vengono mangiati assieme ai tessuti di grandi e piccoli animali. I grandi animali disponibili sono il canguro e il wallaby [specie di piccolo canguro – N.d.T.]. Tra i piccoli animali ci sono una varietà di roditori, insetti, coleotteri e bruchi, e quando sono disponibili varie forme di vita animale dei fiumi e degli oceani. Uccelli ed uova d’uccello vengono utilizzate quando sono disponibili.

Link all’articolo:

La perfezione fisica e mentale degli aborigeni australialiani e la loro degenerazione causata dalla dieta dell’uomo bianco

La Paleo Dieta è Sostenibile!

Frutta e Verdura a Km 0

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Sapete un’altra cosa bella della paleo dieta?
O meglio.. Dello stile di vita paleo? Sostiene la produzione a chilometro zero!

Oltre a promuovere gli allevamenti secondo natura, sostiene al 100% anche i contadini che producono alimenti con le proprie mani, senza uso di pesticidi e altri additivi nocivi per l’ambiente ma soprattutto per la salute!

È una filosofia, uno stile di vita sostenibile. Si basa sul commercio e sul consumo di prodotti locali e di stagione, quindi prodotti provenienti dal proprio territorio e che non hanno percorso grandi distanze per raggiungere i punti vendita e la nostra tavola. Oltre a subire molti trattamenti per donargli un aspetto più appetitoso, i prodotti vengono lavorati, confezionati, passano attraverso molte “mani” prima di essere messi nella grande distribuzione organizzata.
Tutto ciò si ripercuote sul costo ma soprattutto sulla qualità stessa… basti pensare al fatto che frutta e verdura, nei supermercati, rimangono in esposizione anche giorni, mentre una normale zucchina o una mela, in natura, dopo un paio di giorni iniziano a marcire! Io mi farei delle domande a riguardo…

Negli ultimi tempi, si sente davvero di tutto.. tanto da non fidarsi nemmeno della provenienza dei prodotti commerciali e soprattutto non abbiamo la certezza delle sostanze che usano per produrli, nemmeno con quelli certificati BIO!

Ecco quindi che il problema si risolve acquistando direttamente dai contadini della propria città! Comprare alimenti che non devono fare tutta questa strada, ma che provengono dal nostro territorio, sono più genuini, di stagione e costano meno.
Acquistare direttamente dal produttore fa si che il cibo mantenga le proprie caratteristiche organolettiche perchè venduto nel giro di poco tempo.
Si ha la possibilità di riacquistare i profumi e i sapori delle diverse stagioni che sono tipici dei prodotti che nascono e crescono secondo natura.
Ovviamente non tutti i contadini sono “natural” cioè non usano concimi chimici o pesticidi… bisogna trovare quello giusto!

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Orto di un contadino amico appena fuori la mia città

Ma ci sono anche vari aspetti molto importanti:

Prima di tutto, c’è una riduzione dratisca delle emissioni di anidride carbonica dato che si eviterebbero i trasporti;
risparmio di energia e acqua nei processi di lavaggio, imballaggio ecc… e quindi una riduzione dei rifiuti di plastica e cartone;
in oltre, scegliendo il km 0, si contribuisce al sostenimento dei piccoli produttori locali dando valore alla loro economia e al loro duro lavoro, caratterizza il territorio, opponendosi alla produzione massiva che abbassa la qualità, sfrutta la terra, inquina e demolisce la biodiversità.

(sulla mia pagina instagram condivido il movimento #ZeroWaste ovvero cercare di ridurre al minimo gli sprechi, rifiuti come la plastica e promuovo il riutilizzo e il riciclaggio di oggetti e borse.)

 

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Questo contadino ha affermato di non usare nessun tipo di prodotto chimico. Proprio per questo motivo sta molto antipatico alle aziende dei dintorni!

Fortunatamente c’è sempre più gente che capisce l’importanza del far crescere e produrre frutta e verdura nel modo più naturale possibile, senza utilizzare per forza sostanze nocive.

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Ci ha regalato dei girasoli!

 

IL MITO VEGETARIANO

IL MITO VEGETARIANO di LIERRE KEITH

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Ho finito di leggere questo libro e sono rimasta letteralmente a bocca aperta. Non sapevo cosa aspettarmi esattamente.. l’ho letto senza nessun tipo di aspettativa ma più avanti andavo e più trovavo conferme su quello che ora è il mio stile di vita.

È un libro che apre gli occhi su molte questioni che purtroppo non vengono mai messe in luce e anzi, molto spesso oscurate. Questo libro deve essere letto almeno 1 volta nella vita, a prescindere che si sia d’accordo o meno con i temi trattati. Non parla solo di vegetarianesimo, come il titolo può far pensare… Ma affronta temi di veganesimo, onnivorismo, vegetarianesimo nei minimi dettagli: etico, morale, politico e nutrizionale.

Usa un approccio corretto: motivando ogni sua affermazione, serio e basato su studi e indicazioni scientifiche e specifiche come, tra l’altro, cita alla fine del libro.
( E vi assicuro che non sono poche!)

L’autrice, ex vegana (ha passato 20 anni della sua vita seguendo uno stile di vita vegano molto rigido, finendo per autodistruggersi) ha passato anni e anni della sua vita in ricerche, studi sfrenati, sacrifici ed esperimenti su se stessa e grazie al suo immenso lavoro ci ha regalato importanti rivelazioni. Sfata molti miti e luoghi comuni, è un pozzo di informazioni su agricoltura, allevamento, evoluzione, ecologica, sostenibilità e molto altro.

Questo libro lo considero un capolavoro. Di una semplicità e schiettezza disarmante. Fa salire la rabbia a leggere certe cose che purtroppo nessuno ci dice, ma non potevo fare a meno di leggere perchè l’autrice espone la sua tesi in un modo tale che ti impone di sentire fino in fondo quello che ha da dire. E devo dire che quello che ha da dire fa davvero paura. Perché ha ragione. Accidenti se ne ha. Se pensate di avere gli occhi già abbastanza aperti, fidatevi che ve li sbarra completamente!
Le informazioni che dà in questo testo cambiano completamente non solo la visione del veganesimo e del vegetarianesimo ma anche di come funziona veramente il mondo!
Pensavo di essere più informata di molte altre persone ma devo ammettere che mi sono ritrovata molto spesso a piangere, leggendo questo libro, perché mi sono resa conto che in realtà non so proprio niente! Ogni paragrafo è un fiume in piena di informazioni così crude e nude che sono certa che la maggior parte delle persone non immagina nemmeno.
Quindi, se siete vegani, vegetariani, e non, se siete convinti che le vostre scelte e abitudini quotidiane non nuocciano all’ambiente, alla terra, alla nostra casa.. Beh allora io vi consiglio di dare una possibilità a questo libro perché potrebbe cambiarvi la vita per sempre. Magari unirvi ad una causa più giusta per salvare il nostro povero mondo ma soprattutto per salvare la vostra vita!