Mal di Latte

L’altro giorno mia madre ha riesumato, dal disordine di un armadio, questo vecchissimo libro.
Uno dei primissimi libri che aveva iniziato a leggere quando ancora ero affetta da asma, reflusso, nausea e altre patologie autoimmuni.
Quindi parliamo di circa 10 anni fa.
Questo libro è stato uno dei primi “salva vita”, grazie al quale abbiamo iniziato ad intuire il nesso tra alimentazione e salute.

Potete notare infatti alcune annotazioni che mia madre fece al tempo e qualche sottolineatura.

(Alcune annotazioni sono dedicate a degli amici di cui ho censurato il nome per mantenere la privacy).

Rivedere questo libro mi ha ispirato la scrittura di questo articolo!

“Cereali, legumi e latte sono stati per 12.000 anni il cibo degli schiavi e dei maiali mentre le elite si nutrivano di carne e verdura. Non a caso la popolazione viveva 25 – 30 anni mentre i potenti rimanevano sani ed efficienti fino al limite naturale dell’esistenza. “ Cit. Giovanni Cianti

Tutti avranno sicuramente sentito dire che:
“Il latte fa bene alle ossa”;
“il latte è un alimento completo”;
“il latte è il miglior alimento del mondo”.

Normalmente si pensa che senza i latticini, le nostre ossa ne risentirebbero, diventerebbero più fragili o si correrebbe il rischio di sviluppare osteoporosi.
Ma se andiamo ad analizzare le statistiche, negli ultimi 10 anni sono aumentati i rischi di fratture!

Ho fatto una semplicissima ricerca su Google “rischi di fratture in Italia” e i titoli parlano da soli.


È stato anche constatato che chi non mangia latticini e formaggi, il rischio di fratture si riduce notevolmente. Come si spiega tutto ciò?
Analizziamo bene i fatti…l’ allevamento degli animali e la mungitura del latte è nato circa 12.000 anni fa, con la nascita dell’agricoltura ma noi esistiamo da milioni di anni prima e il nostro DNA si è formato definitivamente molto prima dell’avvenuta dell’agricoltura.

“La gente pensa che il latte faccia benissimo, compresi quelli che vanno di diarrea dopo averlo preso.” Cit. Claudio Tozzi.

Lattosio e caseine sono considerati dei veri e propri veleni per l’uomo che non è in grado di assimilare nella maniera corretta.
Come ben sappiamo il latte vaccino, consumato da noi umani, è la prima fonte di allergie alimentari.
Fin da bambini, durante e dopo lo svezzamento, ci viene imposto il consumo di latte vaccino ma ci sono molti studi che evidenziano come questo alimento incrementi il rischio di diabete negli infanti anche perché l’enzima (Chimosina o Rennina) che pre-digerisce le proteine del latte, sparisce o diminuisce superati i due anni di età.
Per essere più precisi, basti pensare che il vitello ha ben 4 stomaci e sono predisposti a digerire 3200 milligrammi di caseina per litro. Alla prole umana sono destinati solo 40 milligrammi per litro di alfa-caseina del latte umano!
Un bambino appena nato dovrebbe essere svezzato solamente con il latte materno, il colostro.
Il colostro è fondamentale per la salute del bambino perché contiene i principali nutrienti, aminoacidi per lo sviluppo cerebrale, batteri ed enzimi che il bambino andrà ad assimilare come prima fonte di cibo e a popolare il suo intestino ancora “spoglio” e molto ricettivo.
È quindi essenziale che l’intestino dell’infante venga popolato fin da subito dai giusti batteri per la “fioritura” di un’ottimale flora batterica.
Tutto questo è importante perché andrà a determinare se, in futuro, l’individuo avrà o meno intolleranze o allergie alimentari, se sarà in grado di digerire o meno certi alimenti o se sarà predisposto a sviluppare autoimmunità o no.

Il latte vaccino è coinvolto in una varietà di malattie autoimmuni come ad esempio:

  • Osteoporosi;
  • Diabete;
  • Morbo di Crohn;
  • Sclerosi Multipla;
  • Colite ulcerosa;
  • Asma;
  • Acne;

“Per ognuno il latte della propria specie è di beneficio, ma quello di altre specie è dannoso.”
Cit. Ippocrate

Sembrerebbe anche che il latte vaccino sia associato ad un aumento di casi di infarti e problemi cardiovascolari, ed è importante ricordare che in Italia è considerata la prima causa di morte.
Il latte contiene i cosiddetti ormoni e peptidi oppioidi ma soprattutto la caseina che causa la permeabilità intestinale. Questo fa si che molte sostanze attraversino le difese intestinali e vadano in circolo per il nostro organismo interferendo con il sistema immunitario, attaccando e mandando in tilt le normali funzioni fisiologiche.
I peptidi oppioidi o comunemente chiamate caseomorfine interferiscono sui recettori oppioidi.
I recettori oppioidi sono tantissimi e la maggior parte è situata nel cervello, nel tratto digestivo e negli ormoni endocrini.
Per questo può causare delle interferenze importanti e vengono spesso collegati i seguenti sintomi:

  • Problemi di memoria, apprendimento;
  • Comportamento;
  • Stitichezza;
  • Problemi del sonno;
  • Sindrome premestruale;
  • Patologie autoimmuni;


Un esempio utile è quello della Melatonina: la chimica dell’ormone del sonno dipende da recettori oppioidi quindi vengono fortemente influenzati in presenza di caseomorfine.
Non deve stupire se molte persone soffrono di disturbi del sonno.

Ci sono numerosi studi che mettono in evidenza come un’alimentazione senza latte e derivati migliori drasticamente alcuni parametri nei bambini con problemi del sonno e comportamentali, in particolare l’alitosi, risvegli notturni.
Io stessa posso confermare perché soffrivo di queste problematiche, una volta sospesa l’assunzione di latte e derivati, anche mia mamma ha potuto tirare un sospiro di sollievo!

Molti ormoni trovati nel latte vaccino, sono estrogeni e una continua ed elevata presenza di quest’ultimi, nei bambini potrebbe causare scompensi ormonali, nelle donne potrebbe causare un aumento delle probabilità di contrarre il cancro al seno e alle ovaie, per gli uomini il cancro dalla prostata.

Un altro elemento a sfavore del latte e derivati è la presenza del galattosio, uno zucchero contenuto nella bevanda che comporta ossidazioni ed infiammazioni.
Il Galattosio è quasi sempre associato a raffreddori e influenze dato che, dopo lo svezzamento naturale con il latte materno, l’uomo non ha più l’enzima necessario alla digestione della caseina presente nel latte, la maggior parte del galattosio si ossida e si trasforma in Acido Mucico.
L’acido Mucico è insolubile e non può essere smaltito del tutto dal fegato e quindi rimane in eccesso e ristagna. Accumulando continuamente questo acido, con l’assunzione quotidiana di latticini, si forma il Muco.
Il muco quindi va in circolo, va a finire nelle mucose polmonari, le trombe di Eustachio, nel naso e nel tratto respiratorio. Ecco quindi spiegato il raffreddore.


“La razione giornaliera di latte suggerita dal dipartimento per l’agricoltura americano è pari a tre tazze, basandosi sul fatto che la bevanda fa bene alle ossa e può ridurre il rischio di infarto.
Gli autori di quest’ultimo studio, però, hanno spiegato che le raccomandazioni del dipartimento si basano su basi scientifiche poco certe.
Dati gli effetti dannosi del galattosio negli animali, i ricercatori hanno ipotizzato che un consumo più alto di latte può essere associato ad un maggiore rischio di fratture e mortalità prematura.”

Articolo completo qui.


Il latte è un alimento acido, e per processarlo il corpo deve andare a prelevare i preziosi minerali delle ossa per digerire meglio possibile questa bevanda. I minerali rubati alle ossa funzionano come un tampone per riequilibrare il PH.
Ecco così che le nostre ossa diventano sempre più fragili, “vuote”.


Sarebbe sicuramente consigliabile l’utilizzo il latte intero ma come abbiamo già detto, gli enzimi che pre-digeriscono le proteine del latte spariscono o diminuiscono drasticamente già dopo i due anni d’età. Tuttavia c’è chi lo riesce a tollerare meglio di altri e può dipendere da diversi fattori (epigenetica, parto, tipo di allattamento, antibiotici, abuso di farmaci ecc…) siamo tutti diversi questo è certo. Bisognerebbe essere certi che il latte intero sia di alta qualità, la cosa migliora sarebbe quella di andare ad acquistarlo direttamente da allevatori certificati Grass Fed.

(Ci sono molte persone che seguono una dieta Carnivora e che fanno un uso moderato di latte crudo Grass Fed e probabilmente lo tollerano bene.
Io, ad esempio, non potrei comunque assumerlo perchè sono intollerante.)

Se poi si pensa a come avviene la pastorizzazione del latte che si trova comunemente nei supermercati è un motivo in più per evitarlo in quanto tutti i grassi buoni e le vitamine vengono bruciati dalle alte temperature di lavorazione e più la caseina viene deteriorata tanto più diventa dannosa per la mucosa intestinale.

Il calcio lo possiamo trovare in tantissimi altri alimenti come moltissimi vegetali, frutta e carne.
Ma l’importante è l’effettiva assimilazione, la quale deve essere biodisponibile, cosa che il latte purtroppo non è.
È importante controllare i valori di Vitamina D.
Una carenza di vitamina D, infatti, potrebbe essere correlata ad un maggiore rischio di calcificazione arteriosa o renale (calcoli renali) proprio perché il calcio che si trova in circolo non viene depositato nel posto giusto: le ossa.

Aumentando questa importante vitamina, si potrebbe risolvere il problema, veicolando il calcio nelle ossa e liberando le arterie, diminuendo così i rischi cardiovascolari. Ma per avere un effetto veramente ottimale, sarebbe opportuno abbinare anche la Vitamina K2 perché rende gli enzimi e le proteine della vitamina D, responsabili per il deposito di calcio nelle ossa, attive.
Vitamina D e K2 lavorano a braccetto!

Io consiglio sempre di esporsi naturalmente al sole per un’assorbimento ottimale e naturale della Vitamina D, purtroppo però non viviamo più all’aperto come facevano i nostri antenati ed è quindi spesso necessario dover ricorrere all’integrazione.
Stesso discorso è valido per la Vitamina K2 e un’altra importante sostanza benefica e protettiva come l’Omega 3. Entrambe sono difficili da integrare naturalmente con il cibo dato che non è più denso di nutrienti come una volta e spesso e volentieri contaminato da pesticidi, antibiotici e sostanze chimiche.
Pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D. Un alimento particolarmente ricco è l’olio di fegato di merluzzo. Seguono, poi, i pesci grassi come i salmoni e le aringhe, le uova, il fegato, le carni rosse (25-idrossicolecalciferolo) e le verdure verdi.
Se non si riesce ad assumere vitamina D in buone quantità è quindi consigliabile la supplementazione attraverso prodotti di qualità.

Nell’immagine è presente il Latte, ma come abbiamo già detto è una fonte poco biodisponibile di nutrienti per l’umano e la maggior parte delle persone non lo tollera, può causare più danni che benefici.


Pasta, pane, pizza, legumi, soia, latte e derivati concedono la sopravivenza ma causano danni immensi al nostro organismo lentamente e in modo tacito tanto da ritardare o addirittura ostacolare il collegamento “causa effetto”.

Personalmente posso dire di essere guarita da Asma, alitosi, mal di testa cronici, iperattività, brain fog, ciclo doloroso e placche in gola semplicemente smettendo di mangiare latte e tutti i suoi derivati. Sono ormai parecchi anni che non assumo più un solo farmaco per il raffreddore o l’influenza!

Tutto quello che ho scritto non nasce della mia immaginazione. È frutto di esperienze fatte in prima persona, di sbagli e prove continue per migliorare la mia salute (non solo, esperienze di amici e famigliari come ulteriore conferma) ma soprattutto è frutto di anni di studi e montagne di libri. Molte informazioni le ricavo direttamente da studiosi e divulgatori che stimo e di cui mi fido perché grazie a loro ho ripreso in mano la mia vita ma soprattutto trovo conferma nella più importante banca dati online per l’individuazione di informazioni biologiche, chimiche e mediche dove, in questo caso, sono presenti più di 2000 studi effettuati sui latticini.

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