Non AUMENTO di peso… come mai?

Quello che si sente più comunemente dire è:
“Devo perdere peso!”, “Sono in sovrappeso!” ecc…

Quello di cui voglio parlarvi oggi è proprio il problema contrario!
Ci sono persone che invece dicono:
“Sono troppo magra, non riesco a prendere peso” oppure “Sono secco, non riesco a sviluppare massa muscolare!”.

Io ero una di quelle persone eccessivamente magre, sottopeso e in nessun modo riuscivo a prendere un grammo, nemmeno dopo aver iniziato palestra (parlo di quasi 5 anni fa).

Prendere peso può essere un problema come perdere peso.
Ed essere magri non è necessariamente sintomo di benessere e salute.
Io ne sono un esempio, ero eccessivamente magra e se da un lato le mie amiche mi dicevano “Ma di che ti lamenti?”, “Sei fortunata, puoi mangiare tutte le schifezze che vuoi!” dall’altra, i bulli mi prendevano in giro…”anoressica!”, “stecchino”, “ma mangi?”.

Effettivamente si, mangiavo.
Non rifiutavo il cibo, ero golosa e a volte mi capitava di strafogarmi dei cibi che più amavo.
Il problema però era proprio il cibo che decidevo di far entrare nel mio organismo.
Da più piccolina ero molto selettiva e mangiavo i soliti piatti… Pasta con panna e pomodoro, bastoncini Findus, Pizza, Cotolette, Patatine fritte e in sacchetto (non ne parliamo, queste erano una vera e propria droga per me) e pochissima altra verdura.
Non volevo proprio saperne di uova e pesce, li rifiutavo come fossero veleno e mangiavo gran poca carne (a forza più che altro).

Quindi, potete ben capire che il mio organismo non riceveva il nutrimento adatto
Infatti, prima di cambiare alimentazione e stile di vita, avevo una lista infinita di problemi di salute, patologie autoimmuni e come se non bastasse ero depressa.
Potete leggere la mia storia QUI.

Tra le problematiche tipiche di chi non riesce a prendere peso c’è la Permeabilità Intestinale (Leaky Gut).
Come già sappiamo, la Leaky Gut, in breve vuol dire Intestino Gocciolante, è una condizione in cui l’intestino diventa poroso, i villi intestinali muoiono ed e meno capace di fungere da barriera, quindi può portare alla comparsa di molti altri sintomi:

  • Allergie alimentari;
  • Intolleranze;
  • Psoriasi;
  • Depressione, ansia, sindrome da iperattività;
  • Dolori articolari e muscolari;
  • Mal di testa;
  • Stanchezza cronica;
  • Disturbi gastro-intestinali;
  • Alterazioni tiroidee;

Come potete vedere, la Leaky Gut può provocare i sintomi più disparati e infatti, molto spesso, le persone non riescono a collegare le loro problematiche a questo precario stato di salute dell’intestino.

Ma cosa provoca la Leaky Gut?
Tra le possibili cause della sindrome dell’intestino permeabile vi sarebbero le scorrette abitudini alimentari, (Glutine, Cereali e pseudo cereali, Legumi, Solanacee, Prodotti industriali, Conservanti, Coloranti), l’abuso di alcolici, l’utilizzo in dosi considerevoli di alcune categorie di farmaci (terapie antibiotiche o cortisoniche prolungate), gli inquinanti ambientali e lo stress ossidativo.


Tutti questi aspetti vanno a danneggiare la Flora Batterica che da uno stato sano di “Eubiosi“, passa ad uno stato malato di “Disbiosi.”


Uno studio afferma:
“Prove crescenti dimostrano che il microbiota intestinale è importante nel supportare la barriera epiteliale e quindi svolge un ruolo chiave nella regolazione dei fattori ambientali che entrano nel corpo.”
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28588585/


Il rivestimento epiteliale intestinale, forma una barriera che separa ciò che ingeriamo dal resto dell’organismo.
In condizioni patologiche, la permeabilità del rivestimento epiteliale può essere compromessa consentendo il passaggio di tossine, antigeni e batteri nel lume e di entrare nel flusso sanguigno.
Negli individui con una predisposizione genetica, una permeabilità intestinale può consentire a fattori ambientali di entrare nel corpo e innescare l’inizio e lo sviluppo di malattie autoimmuni.

Se ne deduce che da un precario stato di salute, malessere sia fisico che mentale, anche il guadagno muscolare ne risente.
Se si svolge attività fisica, e ci si trova in uno stato di salute precario simile, può essere più dannosa che benefica perchè si può andare incontro a perdita di muscolo, inquanto il corpo non riesce ad assimilare correttamente il nutrimento derivante dagli alimenti (dato che non è in grado di assorbirlo) e quindi sfrutta le riserve immagazzinate nel tessuto muscolare.
Si può andare incontro a Sarcopenia, un processo di invecchiamento precoce del corpo umano e che colpisce i muscoli.


In un altro studio si legge:
“La sindrome dell’intestino permeabile, a lungo associata alla celiachia, ha attirato molta attenzione negli ultimi anni e per decenni è stata ampiamente conosciuta negli ambienti della medicina complementare / alternativa. Viene spesso descritto come un aumento della permeabilità della mucosa intestinale, che potrebbe consentire a batteri, metaboliti digestivi tossici, tossine batteriche e piccole molecole di “penetrare” nel flusso sanguigno. È noto che il coinvolgimento del sistema nervoso con la celiachia si verifica anche a livelli subclinici. Si ritiene che la sensibilità al glutine e al glutine scateni questa sindrome in individui geneticamente predisposti alla celiachia. “
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30340384/

Non sempre fare degli esami per le intolleranze porta a risultati certi, molte volte possono verificarsi dei falsi negativi e ve lo dico per esperienza personale ma anche dalla moltitudine di testimonianze di amici e conoscenti che, nonostante la negatività degli esami, continuavano a stare male ogni volta che ingerivano glutine o altri alimenti non specie specifici.
Comunque non voglio influenzarvi, sentite liberi di farlo se volete avere dei parametri in più da valutare, traete le vostre conclusioni.

Io ho migliorato il mio stato di salute, in maniera determinante, proprio grazie ad una corretta alimentazione e in secondo luogo migliorando anche il mio stile di vita, cosa altrettanto fondamentale!
Per un ripristino veloce è molto importante, infatti, riprendere il contatto con la Natura e le sue Vibrazioni positive, resettare i Ritmi Circadiani e migliorare l’Igiene del Sonno, cercare di stare all’aria aperta e di evitare il contatto con apparecchi elettronici e luci artificiali.
QUI potete trovare un mio video di approfondimento che può esservi utile.


Ovviamente, anche un buon programma di allenamento personalizzato sulle singole esigenze della persona, sono un ottimo modo per aumentare di peso e soprattutto di massa magra, ed è risaputo che fare attività fisica fa bene alla salute.

Spero che la mia esperienza possa esservi utile!

Altri studi
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26760399/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28588585/
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30347427/

Crema di Mandorle fatta in casa

Avete presente quelle Creme di frutta secca che si possono trovare facilmente anche al supermercato?
Ecco, quelle cremosissime e buonissime Creme di Mandorle, di Pistacchio o di Anacardi, le potete preparare facilmente anche a casa!

E ci sono dei vantaggi:

  • Sapete perfettamente gli ingredienti di cui è composta;
  • Avete controllo sul processo di lavorazione


Per quanto cerchiate la Crema di frutta secca più pura e senza conservanti aggiunti o altri additivi, anche questo genere di prodotti potrebbe non essere proprio salutare come pensiamo.

Prima di tutto, voglio precisare che Creme come queste, devono essere mangiate con parsimonia perchè, tenete conto che, si tratta di una grande quantità di frutta secca ridotta a crema.
Per cui, anche solo un cucchiaino può valere come una manciata intera!

È solo un esempio, ma è per farvi capire il concetto… andateci piano!

Normalmente, le Creme industriali vengono preparate ad alte temperature e per questo il prodotto finale è degradato, e come sappiamo, gli oli vegetali sono sensibili al calore ma vengono trattati ad alte temperature e vengono altamente trasformati e sottoposti a una lunga fase di produzione.
Di solito sono combinati con solventi chimici e conservanti durante la lavorazione.
Gli oli vegetali sono grassi “polinsaturi”, che sono acidi grassi molto fragili e questo sistema di lavorazione letteralmente distrugge la loro struttura.
Contengono acidi omega-6 che sappiamo essere infiammatori se assunti in quantità eccessive.

Preparare la propria Crema preferita in casa, può essere una soluzione più sicura e comunque molto gustosa!

Ecco quindi come ho fatto io:

Ho pesato 200g di mandorle per avere il barattolino piccolo della Bormioli quasi pieno.
Le mandorle devono essere pelate.
Se invece avete quelle con la buccia, non vi basterà altro che lasciarle in ammollo per mezz’ora e poi sbucciarle pazientemente, dopodichè asciugatele bene con dello scottex.

Disponete le mandorle su una teglia e scaldatele lentamente a 70/80° per 20/30 minuti.
Risulteranno tiepide e più secche, pronte per essere tritate.
Potete aggiungere del sale grosso nella teglia per far assorbire l’umidità.

Io ho usato un Mixer per tritare le mandorle.
Dovete continuare a tritare fino ad ottenere una crema densa.
Ci vorrà un po di tempo, vi consiglio di fermarvi ogni tanto per non surriscaldare il mixer e per non scaldare troppo la crema, come abbiamo visto, la struttura molecolare è molto sensibile e l’alta velocità delle lame produrrà calore!

Il risultato finale (vedi la prima foto) sarà appunto una crema molto più densa rispetto a quelle in commercio, proprio perchè è composta al 100% da Mandorle, senza aggiunte di alcun tipo!

Io la uso sporadicamente e il mio abbinamento preferito è con il pollo al forno! E il vostro qual’è? 😉

Legumi, Solanacee e Anti-nutrienti

Mi sono accorta di non aver ancora scritto nulla a riguardo…
Rimedio subito, anche perchè sono informazioni importanti da sapere per chi vuole seguire uno stile di vita 100% Paleo 😉

Legumi e Solanacee sono stati gli ultimi alimenti che ho tolto dalla mia alimentazione dopo aver scoperto la Paleo Dieta.

Ho scoperto la Paleo Dieta per puro caso, ormai più di 4 anni fa.

Avevo appena iniziato un percorso con un famoso Nutrizionista, nella cui dieta voleva farmi reintrodurre tutti i cibi (dannosi) che avevo eliminato e allo stesso tempo curare le mie intolleranze e patologie facendomi assumere una quantità enorme di integratori, quotidianamente.

Alla fine, lo abbandonai perché stavano tornando tantissimi sintomi che avevo debellato da sola fino a quel momento.

“Ma chi te l’ha fatto fare?!” Si, l’avrei pensato anche io, ma al tempo ero molto più disperata, volevo stare bene all 100% a tutti i costi e poi come vi ho già detto… non avevo ancora scoperto la Paleo Dieta 😉

Ebbene, ho scoperto Le Regole di Tozzi su YouTube e sono stati dei video davvero illuminanti.
Sono stati quei video a farmi pensare “Si, questa è la dieta che fa per me! Sono sicura che è la via giusta!”
Quindi, ho perfezionato la mia alimentazione.. via Cereali senza Glutine, via pseudo-cereali e via anche Legumi e Solanacee!

Ma come mai anche Legumi e Solanacee?
I Legumi sono spesso usati come fonte alternativa di Proteine e tantissimi Atleti usano le proteine idrolizzate di Piselli o di Soia… non vanno bene?
Ebbene no, ragazzi..
I Legumi e le Solanacee fanno parte del Neolitico, come Cereali e Latticini, anche questi alimenti hanno iniziato ad essere prodotti con la scoperta dell’agricoltura.
Legumi e Solanacee, in natura faticano a sopravvivere e solitamente sono piante infestanti.
Come i Cereali, anche queste piante necessitano di un terreno trattato appositamente per loro.
Ciò significa che il terreno viene sterilizzato, c’è bisogno di una quantità spropositate di acqua quindi vengono modificate le falde acquifere, vengono abbattuti una moltitudine di alberi per fare spazio alla loro coltivazione ecc..
La Terra, quindi, perde ogni suo nutrimento per fare spazio a queste piante dannose sia per l’uomo che per l’ambiente.
L’agricoltura non è considerata sostenibile!
Di questo ne parlo più approfonditamente nel mio Ricettario ma potete trovare importanti informazioni anche QUI.

Non fanno certo bene nemmeno agli animali, infatti bisogna considerare le sostanza dannose della pianta come difese naturali contro gli aggressori.
Quando un animale cerca di mangiarne i frutti, l’animale sta male e impara a non avvicinarsi più a quella pianta.
La stessa cosa la dobbiamo applicare a noi esseri umani.

Quindi.. quali sono queste sostanze dannose?
Come nei cereali, anche in Legumi e Solanacee, sono contenute sostanze che causano problemi, in maniera diretta, al nostro organismo.
La maggior parte dei Legumi contiene sostanze fitochimiche: composti bioattivi, inclusi inibitori enzimatici, fitoemaglutinine (lectine), fitoestrogeni, oligosaccaridi, saponine e composti fenolici.
Anti-nutrienti, come ad esempio fitati e inibitori della proteasi si legano alle sostanze nutritive che ingeriamo con il cibo e ne impediscono un corretto metabolismo e ne bloccano quasi totalmente l’assorbimento.

Primissima notizia trovata su Google semplicemente digitando “antinutrienti legumi”

Sotto il profilo amminoacidico, le proteine vegetali hanno un valore scarsissimo, come viene specificato in questo studio:


“Le proteine vegetali sono la fonte proteica più economica disponibile per l’umanità, ma purtroppo la proteina è accompagnata da anti-nutrienti. La quantità di ossalato e tannino, nella varietà bianca di semi di sesamo e soia ha il più alto contenuto di questi anti-nutrienti.
La presenza di questi anti-nutrienti rende le proteine vegetali (soprattutto dei legumi) parzialmente disponibili e di scarsa qualità.”
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/1455533/

Ma allora perchè molte persone usano le proteine vegetali idrolizzate?
C’è questa concezione, a mio avviso, sbagliata di dover assumere proteine vegetali perchè di più facile assorbimento e, diciamola tutta, perchè più economiche.
A volte, la scelta è dettata dalla moda, ci sono moltissime aziende che spingono sul consumo di proteine vegetali utilizzando escamotage pubblicitarie ed motivazioni di tipo etiche e mettendo in campo Influencer (strapagati) da ogni parte del mondo.
Conosco persone vere che fanno uso di questi prodotti e fidatevi, non sono così “sane” come appaiono in foto o come vogliono farvi credere.
Gli effetti a lungo termine sull’organismo, si notano.
Ma ci sono anche tantissimi Influencer e personaggi famosi che per motivi etici facevano uso di proteine vegetali ma che per motivi di salute hanno dovuto abbandonare definitivamente questo stile di vita e tornare a mangiare le vere proteine biodisponibili per il nostro corpo, le proteine animali (carne rossa e bianca, uova, pesce).

“I semi di piselli, lenticchie, ceci, fave e fagioli comuni crudi e trasformati (inzuppati o cotti) sono stati studiati per il loro contenuto di fattori anti-nutrizionali (lectine, acido fitico, ossalati totali e solubili), insieme alla soia come controllo. L’analisi della varianza ha indicato che il tipo di leguminose, il trattamento e i loro effetti interattivi erano significativi su questi anti-nutrienti.”
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29580532/



Il processo di cottura è risultato più efficace nel ridurre i livelli di tutti i fattori anti-nutrizionali studiati, eccetto l’acido fitico nei fagioli comuni e nella soia. Quindi, come è evidente, nemmeno la cottura, come viene spesso consigliata, potrebbe effettivamente risolvere il problema.

Ma non è finita qui, i Legumi sono composti da fitati che vanno a legarsi a preziosi minerali come, per esempio, ferro e zinco, e ne impediscono l’assobrimento.
Quindi, oltre che non apportare nessun beneficio in particolare, rubano minerali essenziali al corretto funzionamento dell’organismo.
E questa potrebbe essere una delle cause di carenze vitaminiche quando andiamo a fare gli esami del sangue.

Un’altra cosa importante da considerare e che ormai è una realtà consolidata, la maggior parte dei prodotti da agricoltura è spesso e volentieri geneticamente modificata, quindi OGM.
Prodotti di questo tipo sono ancora più dannosi rispetto alla loro controparte Biologica.

Un recente studio, afferma che le arachidi e la soia sono due degli otto alimenti, della famiglia delle Leguminose, che rappresentano le allergie alimentari più significative negli Stati Uniti e in Europa.https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28944625/


Negli ultimi decenni la prevalenza delle malattie allergiche è fortemente aumentata, con un ruolo chiave svolto dalle allergie alimentari.
I Legumi sembrano giocare un ruolo di primo piano nell’aumento complessivo nello scenario di allergia alimentare, poiché sono una fonte apprezzata, consumata in tutto il mondo, per il loro alto contenuto proteico (attenzione, alto contenuto non significa di buona qualità o biodisponibili), la quantità variabile di lipidi e per la presenza di vitamine (che però vengono per la maggior parte perse a causa degli effetti collaterali come permeabilità intestinale e malassorbimento).

In letteratura scientifica sono presenti numerose descrizioni di reazioni avverse dopo l’ingestione di legumi.
Ricapitolando, le sostanza nocive contenute in questi alimenti, possono causare:

  • Eczemi;
  • Psoriasi;
  • Leaky gut;
  • Arrossamenti e pruriti;
  • Intestino irritabile;
  • Gonfiore;
  • Stitichezza;
  • Malattie autoimmuni

Anche le Solanacee sono un alimento controverso, allo stesso modo, contengono anti-nutrienti, saponine e lectine che hanno un ruolo attivo nella permeabilità intestinale.


C’è un modo forse più sicuro per consumare questi alimenti e si pensa venisse usato anche nell’antichità.
La Germinazione o l’ammollo.
Molti studi affermano che le concentrazioni di anti-nutrienti diminuiscono dopo la germinazione; più lungo era il periodo di germinazione maggiore è la riduzione.

Ma come abbiamo già visto, un minimo di sostanza nocive rimane, e il mio umile consiglio è sempre quello di evitare cibi che potrebbero comunque danneggiare, anche se in minima parte, il nostro organismo.
Considerateli piuttosto degli sgarri, anche a me capita di consumare lenticchie o fagioli durante le feste natalizie 😉

Crostate alla Zucca per Halloween

I dolci di Natale li abbiamo fatti, i dolci per Pasqua anche…

E ora abbiamo anche quelli per Halloween!

Ricettina davvero semplice da preparare, la parte più laboriosa è quella di creare le formine ma è facoltativo, potete creare delle semplici crostate o addirittura una torta!

Non vorrei dire ma… penso di aver scoperto la ricetta per creare la Pasta Frolla Paleo FriendlyPERFETTA!
Con questi dosaggi è una pasta perfetta per essere lavorata, e la consistenza da cotta è giusta!

  • Ingredienti per 6 Crostatine:
  • 150g Farina di Castagne;
  • 100g Farina di Mandorle (o di Riso se non vi crea particolari problemi)
  • 90g Olio Extravergine di Olive (l’ho usato al posto del burro)
  • 2 Cucchiai e mezzo di Miele
  • 1 Uovo intero
  • 2 Tuorli
  • 2 cucchiaini di Cannella
  • Un pizzico di Sale

  • Per la Crema:
  • 250g Zucca lessa
  • 2 Cucchiai di Miele
  • 2 Cucchiaini rasi di Cannella

Procedimento:
Prima di tutto sbattete le uova (1 uovo intero e 2 tuorli) con il miele, la cannella e l’olio, per 5 minuti. Risulterà un intruglio spumoso e giallo scuro.
Poi aggiungete anche le farine e mescolate abbondantemente.
Versate il tutto su una spianatoia, compattate l’impasto con le mani e poi riponetelo in un contenitore e mettetelo in frigo per una mezz’ora prima di utilizzarlo.

Nel frattempo preparate la crema:
Fate lessare una zucca e ricavatene 250g di polpa. Aggiungete 2 cucchiai di miele e 2 cucchiaini rasi di cannella. Mescolate il tutto e lasciate riposare.

Passata la mezz’ora, prendete l’impasto e mettetelo sulla spianatoia, passate con il mattarello per creare uno strato sottile per le vostre crostate.
Ritagliate dei cerchi usando come riferimento la formina.
Prima di sistemare l’impasto all’interno delle formine, ricordatevi di ungerle all’interno.
Una volta fatto, create dei buchini sulla superficie dell’impasto.
Con la pasta rimanente, create dei biscottini con il disegno che più vi piace e poi riponetele su della carta da forno.
Accendete il forno a 180° e infornate il tutto per 15 minuti in modalità statica. Attenzione, se avete creato i biscottini, si cuoceranno molto più velocemente, quindi basteranno 5 minuti.
Una volta cotto le crostatine, aspettate si raffreddino e poi toglietele delicatamente dalle formine.
Ora, aggiungete il ripieno di crema alla Zucca e per finire aggiungete i biscottini.

Ecco qui, le deliziose Crostate di Halloween alla Zucca!

Un nuovo inizio

Da piccolina (3/4 anni), ero una bambina felice e vivace, ero sempre attiva e volevo fare amicizia con ogni bambino che incontravo ma poi, intorno ai 6/7 anni, qualcosa ha iniziato a cambiare in senso negativo…

Ho iniziato questo percorso ormai più di 10 anni fa.
All’inizio non avevo idea di dove mi avrebbe portata, era iniziato tutto per necessità e disperazione: costantemente malata, problemi di salute che sembravano irrisolvibili, medicinali su medicinali, esami continui e dottori che non riuscivano ad aiutarmi in nessun modo. (già lo sapete se avete letto il mio percorso).
Ho cominciato a fare ricerche a tempo pieno, spinta da mia madre (io inizialmente ero scettica) e con il tempo ho capito quanto fosse reale la correlazione tra alimentazione e salute.

Così mi sono messa a studiare più libri e studi scientifici che potevo e nel frattempo ho iniziato ad andare in palestra, a tenermi attiva e cercare di abbandonare quella vita sedentaria, da reclusa e depressa.
All’inizio è stata dura (ero l’anti-palestra fatta a persona e mia mamma mi ci doveva trascinare a forza): ho mollato e ripreso più volte prima di impegnarmi con costanza e dedizione.

Volevo finalmente dare una svolta alla mia vita, far capire alla malattia che ero io quella più forte e che sarei riuscita a risolvere ogni problema con determinazione per non tornare mai più in quell’oblio di malessere e negatività quotidiana per poter godere dei piaceri della vita.

Mi sono talmente appassionata a questo nuovo mondo che stava nascendo in me la voglia di aiutare le persone a stare bene e per questo motivo ho creato un profilo instagram (@elena.health.fit) dedicato e ho iniziato a condividere con tutti le mie scoperte, gli studi e le mie esperienze perché avevo provato su me stessa cosa volesse dire riuscire a trovare finalmente una soluzione ai problemi.

Questa nuova strada non è stata, non è e non sarà facile. Spesso e volentieri devo farmi strada a spallate tra i dogmi imposti dalla tradizione, dal mainstream e dalle multinazionali.

Ma non mollo e mai lo farò perché è diventata la mia missione.

Da quando ho iniziato a stare veramente bene, si è fatta largo in me l’dea di voler lavorare nell’ambito del benessere per aiutare in modo concreto le persone.
Così, anche grazie all’ispirazione che moltissimi amici, colleghi e professionisti nell’ambito riescono a donarmi ogni giorno, ho deciso di intraprendere un percorso che mi porterà a raggiungere questo obiettivo.

Per quanto sarà lunga questa strada, comincia anch’essa da un “primo passo”; il mio l’ho appena fatto e sono super orgogliosa del risultato che ho raggiunto.
È solo l’inizio.

Se ripenso a com’ero qualche anno fa sarebbe stato impensabile intraprendere questo nuovo viaggio…. ma sto cambiando nuovamente, o meglio “sto tornando me stessa”.

Diploma di Primitive Functional Movement Lvl 1
Master in Anatomia e Biomeccanica applicata nell’allenamento Funzionale

Problemi con l’ISTAMINA?

Problemi con l’ISTAMINA?
Questo articolo potrebbe esserti utile.

Negli ultimi anni ho notato che molte persone soffrono di questo disturbo, così ho deciso di fare alcune ricerche!

Nonostante le associazioni negative che si hanno ormai nei suoi confronti, è bene ricordare che l’istamina è importante per il nostro organismo, nelle giuste quantità, per alcune funzioni:

  • invia messaggi al cervello;
  • innesca il rilascio di acido gastrico;
  • attiva la reazione immune quando si ha un’allergia o permette un maggiore afflusso di leucociti nella zona traumatizzata o infetta;
  • è un regolatore importante dei cicli sonno-veglia.

Gli effetti dell’istamina sono mediati nei diversi tessuti da recettori specifici. Finora si conoscono quattro tipi di recettori, denominati da H1 a H4.

  • H1 Localizzazione prevalente: Intestino, bronchi, sistema cardiovascolare, Sistema Nervoso Centrale.
    Effetti: Contrazione della muscolatura liscia bronchiale, vasodilatazione, aumento della permeabilità capillare, mantenimento dello stato di veglia.
  • H2 Localizzazione prevalente: Parete gastrica, sistema immunitario, sistema cardiovascolare.
    Effetti: Aumento della secrezione acida dello stomaco, vasodilatazione.
  • H3 Localizzazione prevalente: nel Sistema Nervoso Centrale.
    Effetti: Sono autorecettori presinaptici deputati al controllo della biosintesi e del rilascio dell’istamina e di altri neurotrasmettitori. In particolare l’istamina che agisce su questi recettori ha azione di inibizione del rilascio dei neurotrasmettitori associati a quella sinapsi.
  • H4 Localizzazione prevalente: Midollo osseo, milza, eosinofili, mastociti, neutrofili.
    Effetti: modula l’attivazione della risposta immunitaria. La scoperta di questo sottotipo recettoriale risale al 2001.

A livello ipotalamico l’istamina è un regolatore di altre funzioni, quali il rilascio di vasopressina, di ossitocina, di prolattina, ACTH e beta-endorfina. Regola pure il senso di fame e di sete: un aumento dell’istamina sopprime queste due sensazioni, mentre antagonisti del recettore H1 agiscono sull’ipotalamo ventromediale per stimolare l’appetito.
A livello ipofisario, sembra che sia i recettori H1 che H2 siano implicati nella regolazione degli ormoni locali.
Quando i livelli di istamina diventano troppo alti o quando non possono degradarsi correttamente, possono influire sulle normali funzioni corporee.

Tenendo conto quali sono i tessuti recettori da cui è mediata l’Istamina, i problemi da istamina potrebbero essere:

  • Eruzioni cutanee, orticaria;
  • Iper o ipotensione;
  • Problemi digestivi;
  • Mal di testa, emicrania
  • Asma;
  • Irritazioni della mucosa nasale, naso che cola o naso chiuso.
  • Ciclo mestruale irregolare e doloroso;
  • Nausea;
  • Palpitazioni, vertigini
  • Vomito;

Ma anche sclerosi multipla, l’encefalopatia alcoolica di Wernicke, la malattia di Alzheimer, l’istamina può partecipare in questi processi attraverso un controllo della permeabilità vascolare e della barriera emato-encefalica alle cellule immunitarie periferiche.

Vediamo dove si forma l’istamina:
L’istamina è presente anche come “ingrediente naturale” in numerosi alimenti quotidiani. La sua formazione negli alimenti richiede la disponibilità di aminoacidi liberi, microrganismi, batteri e condizioni che ne consentano la crescita e la trasformazione.
Alte concentrazioni di istamina si trovano principalmente nei prodotti fermentati, quali formaggi fermentati, vino e birra ma anche carni in scatola come il pesce marinato o affumicato, altri alimenti come pomodori, crauti, spinaci, salse di vario tipo e poi ancora crostacei e frutti di mare,
salsicce, salame, insaccati in generale, formaggi alcolici, lievito.

Esistono alimenti che possono liberare istamina direttamente nell’organismo:
Cioccolato/cacao. fragole, banane, ananas, papaya, agrumi, kiwi, lampone, pera, avocado, noci, nocciole, mandorle e anacardi. Albume d’uovo. Carne di maiale e Caffè.


Gli alimenti freschi o non lavorati contengono una minima dose di istamina.
Fondamentalmente: più a lungo un alimento viene tenuto in magazzino o sottoposto a stagionatura, conservazione o raffinatura, maggiore è il suo contenuto di istamina!

L’intolleranza all’istamina rappresenta un disturbo controverso.
Oltre a una degradazione alterata dell’istamina fornita per via orale a causa della carenza di diammina ossidasi (DAO), una flora intestinale squilibrata può anche contribuire a livelli elevati di istamina.
Un po come un cane che si morde la coda…

Una cosa è certa, bisogna curare la propria alimentazione per migliorare la situazione!

Che cos’è il DAO?
La Diamminaossidasi è un enzima appartenente alla classe delle ossidoreduttasi.
Si tratta di un gruppo di enzimi in grado di ossidare istamina, monoammine e diammine primarie. Si tratta di chinoproteine contenenti rame.
La diamminossidasi (DAO) è prodotta dal nostro organismo e si trova principalmente nel duodeno e in misura nettamente minore nel fegato e a livello renale.
La diaminossidasi è continuamente prodotta e riversata nel lume intestinale, questo permette ad un organismo sano di eliminare, a livello duodenale, l’istamina contenuta negli alimenti.
L’attività dell’’enzima DAO è promossa da cofattori, quali vitamina B6, rame, zinco, vitamina C.
È inibita da alcool, diversi farmaci, antibiotici e da scorretta alimentazione.
L’intolleranza all’istamina (HIT) è quindi causata da una quantità sproporzionata di istamina nel corpo.


Da uno studio scentifico recente:
Per questo studio pilota interventistico aperto, abbiamo identificato 28 pazienti con HIT. Per 4 settimane, sono stati istruiti a prendere le capsule DAO prima dei pasti. Quindi, durante un periodo di follow-up, sono stati istruiti a non prendere il DAO. Abbiamo usato un questionario che includeva 22 sintomi, che erano divisi in 4 categorie, nonché un punteggio di gravità dei sintomi. Tutti i sintomi sono migliorati in modo significativo durante l’integrazione orale di DAO. Durante il periodo di follow-up, senza integrazione DAO, i punteggi della somma dei sintomi sono nuovamente aumentati. Il punteggio dell’intensità dei sintomi è stato ridotto per tutti i sintomi. Abbiamo dimostrato una riduzione significativa di ogni sintomo legato all’HIT e della sua intensità dovuta agli integratori orali DAO.

Esiste un esame per chi volesse accertasi di tale problematica:
Il DAO TEST è un esame di laboratorio che permette di valutare l’attività dell’enzima diaminossidasi (DAO) responsabile del metabolismo dell’istamina e, quindi, la capacità del nostro organismo di degradare tale sostanza.

Il mio consiglio è quello di risolvere la situazione attraverso una corretta alimentazione e uno stile di vita secondo natura.
Se la situazione è drammatica possono venire in aiuto gli integratori di DAO sopracitati. In ogni caso non voglio sostituirmi in alcun modo al parere di un medico per cui affidatevi sempre ad un professionista!

Spero che questo articolo possa esservi utile!

Quale BURRO uso?

Ciao a tutti!

Si sa, se si segue una dieta Paleo, i latticini sono banditi…Per cui, anche il burro per cucinare è escluso dalla nostra credenza.

Ma sappiamo anche che gi oli vegetali non sono proprio idonei come sostitutivi in quanto hanno un punto fumo molto basso e si trasformano in grassi trans, cancerogeni!
Per di più magari si è intolleranti al lattosio e quindi il burro non lo si può proprio mangiare…

E quindi? Che fare? Come faccio a rendere i miei piatti gustosi, friggere in sicurezza, e non far attaccare il cibo alla padella?

Semplice, io uso il burro GHEE!

Cerco sempre prodotti di qualità e dopo tante ricerche, ho finalmente trovato il mio preferito!
GHEE EASY

Il Ghee è una forma molto pura rispetto al classico burro chiarificato e che solitamente è privo di importanti nutrienti e vitamine.
Il burro Ghee viene riscaldato lentamente e mentre l’umidità evapora, gli zuccheri del latte (quindi anche le caseine) prendono una forma solida, così, una volta filtrato, resterà solamente il grasso puro del burro!


Questo burro contiene importanti vitamine come la K2, A, D ed E.

Non ha ingredienti aggiunti, additivi o coloranti.
E cosa più importante, questo Ghee è prodotto dal latte di mucche allevate al pascolo, nutrite esclusivamente ad erba in terreni biologici Europei.

Il ghee è molto utile per la digestione e l’assimilazione dei nutrienti!

Io lo adoro, oltre ad essere buonissimo (giuro, lo metto ovunque! No, nell’insalata no hehe!) ha un rapporto qualità prezzo imabattibile.
Per non parlare del servizio davvero impeccabile, i ragazzi di Ghee Easy sono davvero gentili e dentro ogni confezione, regalano delle bustine di Cicoria!

Provare per credere!

Gamberi Rustici

È ora di pranzo e dovete fare qualcosa da mangiare ma non sapete cosa.
Aprite il frigo e vi accorgete che è mezzo vuoto… ma c’è ancora qualche avanzo del giorno prima.
Quegli avanzi, però, non sono molto invitanti.. per cui iniziate a pensare ad una soluzione per renderli più appetibili!

Ecco, è quello che è successo a me qualche giorno fa con questi gamberetti!

Li avevo già cucinati molto semplicemente qualche giorno prima e ne sono avanzati alcuni… così ho deciso di renderli più stuzzicosi e saporiti e… idea!

Esempio di pasto completo:
Gamberetti rustici, Tonno, Avocado e Batate al forno


Ho usato solo 2 ingredienti!


Ingredienti:
Farina di Maranta ( Qui dove l’acquisto io e qui trovate il codice sconto )
Burro Ghee

Procedimento:
Per prima cosa ho sgusciato tutti i gamberetti (precisamente mazzancolle) che avevo cotto qualche giorno prima.
Sciogliete mezzo dito di ghee in un pentolino e poi versatelo nella ciotolina dei gamberi e iniziate a mescolare il tutto, i gamberetti devono ungersi molto bene!
Lasciateli immersi nel ghee qualche minuto.
Preparate una ciotolina con della farina di Maranta dove intingerete i gamberi.
In questa ricetta non sono necessarie le uova!
Una volta impanati tutti i gamberi, fateli friggere in una padella con del ghee (o olio di cocco, come preferite)
I gamberetti dovranno risultre dorati e croccanti! Condite a piacere.

Bon Appetit!

Muffin Carnivori

Pensavate non si potessero fare ricette in una dieta completamente Carnivora?
Ebbene, si!

Un modo effettivamente c’è, ci vuole un pochino di inventiva.

Vi presento i Muffin Carnivori!

Semplicemente 2 ingredienti base.. ovvero UOVA e CARNE.

Ingredienti:

Uova
Carne macinata
Sale
Un pizzico di Bicarbonato

Nell’impasto potete aggiungere:

Olive
Cipolle
Pepe
Curcuma
Origano
o altre spezie, a piacere



Procedimento:
Porzione standard.
Prendete un Mixer da cucina e metteteci dentro un pugno di macinato e 2 uova intere, sale e un pizzico di bicarbonato e frullate il tutto.
Se volete, potete aggiungere direttamente olive o cipolle o qualsiasi altro ingrediente di vosto gusto.
L’impasto deve risultare denso e rosa!
Ungete la padella o le formine, con del burro Ghee e poi fateci colare l’impasto.
Se decidete di cuocere in forno, (in padella non è il massimo, ma si può fare) impostatelo a 150° per almeno mezz’ora.
Una volta pronti, avranno un’aspetto dorato e con una deliziosa crosticina croccante sulla superficie!

Sicuramente sarà un modo alternativo e salato di mangiare un Muffin!

Omega 3

Avete sicuramente sentito parlare molto del famoso Omega 3.

Effettivamente si, sono davvero molto importanti per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Sono a migliaia gli studi e ricerche scentifiche effettuate su questa importante sostanza e che ne suggeriscono l’enorme utilità nel trattamento di patologie e altre problematiche.

Che cosa sono?

Gli omega-3 (o PUFA n-3) sono una categoria di acidi grassi essenziali noti, soprattutto, per la loro presenza nelle membrane cellulari e per il mantenimento della loro integrità.

Gli Omega 3 sono divisi in: ALA, DPA, DHA e EPA.

L’acido grasso omega-3, DHA e EPA sono la fonte migliore.
Migliorano la funzione delle sinapsi, la funzione mitocondriale e protegge dallo stress ossidativo!

Gli Omega 3 di origine animale si trovano per la maggior parte nel pesce. (EPA e DHA)

• Sgombro
• Salmone
• Tonno
• Sardine
• Acciughe
• Pesce Spada
• Merluzzo
• Uova di pesce, es. caviale

Di origine vegetale (ALA)

• Microalga Schizochytrium sp,
• Noci
• Semi di Salvia hispanica, Chia
• Mandorle
• Semi di Girasole
• Semi di lino
• Semi di Canapa

In tutto i PUFA sono 3, Omega 3, 6 e 9. Sono tutti acidi grassi essenziali ma va precisato che devono essere ben equilibrati.
Quando gli Omega 6 e 9 aumentano a discapito degli Omega 3, si può andare incontro a infiammazioni e patologie.

Le diete occidentali sono carenti di acidi grassi omega-3 e presentano quantità eccessive di acidi grassi omega-6 rispetto alla dieta su cui si sono evoluti gli esseri umani e sono stati stabiliti i loro schemi genetici.

Le persone che seguono una dieta vegetariana o vegana sono a maggiore rischio di squilibrio del giusto rapporto omega3/omega6.
Chi segue una dieta prevalentemente a base vegetale, corre il rischio di una grave carenza di Omega 3 in quanto i vegetali non sono la fonte più adeguata.
Gli Omega 3 da una fonte vegetale (ALA) è poco biodisponibile, cioè, ha un basso grado di assorbimento.
Il nostro organismo riesce a trasformare solo una piccola parte degli ALA e per questo è consigliabile prediligere alimenti di origine animale.

Anche se si segue una dieta equilibrata, si può incappare comunque in una carenza di Omega 3, semplicemente perché, la carne, il pesce e un po i prodotti di origine animale in generale, non sono più di qualità come una volta. Gli animali da allevamento vengono trattati indegnamente, tenuti rinchiusi, vengono bombardati di antibiotici e vengono nutriti con mangimi sintetici, cereali, soia e altro cibo spazzatura non specie-specifico.
Le mucche, ad esempio, dovrebbero mangiare esclusivamente erba o fieno perché riescono ad assimilare nutrienti che, altrimenti, noi non potremmo mai digerire e che, successivamente, vengono trasformati in Omega 3.
Per questo la carne di animali allevati al pascolo, o cosiddette Grass Fed, sono ricche di grassi sani, hanno il doppio delle vitamine e proteine di qualità.
Quantità eccessive di acidi grassi polinsaturi omega-6 (PUFA) e un rapporto omega-6 molto elevato rispetto all’ omega-3, come si trova nelle diete occidentali di oggi, promuovono la patogenesi di molte malattie, tra cui malattie cardiovascolari, cancro, infiammazioni e malattie autoimmuni, mentre un aumento dei livelli di PUFA omega-3 esercita effetti soppressivi contro questi effetti collaterali.

Negli ultimi decenni, sono stati condotti numerosi studi epidemiologici su miriadi di benefici per la salute dei PUFA omega-3 e i loro effetti su malattie cardiovascolari, diabete, cancro, morbo di Alzheimer, demenza, depressione, sviluppo visivo e neurologico e materno e salute dei bambini.

Studi effettuati sugli adulti hanno mostrato alcuni cambiamenti comuni nel microbiota intestinale dopo l’integrazione con PUFA omega-3. In particolare, è stata osservata una diminuzione di batteri colpevoli di disbiosi e intestino infiammato.
I PUFA Omega-3 possono esercitare un’azione positiva ripristinando la composizione del microbiota in queste malattie e aumentando la produzione di composti anti-infiammatori, come gli acidi grassi a catena corta. Inoltre, sembrerebbe che gli acidi grassi omega-3 aiutino a migliorare le immunità e a mantenere l’integrità della parete intestinale e interagisce con le cellule immunitarie dell’ospite.

“Infine, studi sull’uomo e sugli animali hanno messo in luce la capacità dei PUFA omega-3 di influenzare l‘asse intestino-cervello, agendo attraverso la composizione del microbiota intestinale. Da questi risultati emerge l’importanza della connessione omega-3 al microbiota, incoraggiando ulteriori studi.”

Ci sono molti studi che affermano che gli Omega 3 sono di grande aiuto contro problematiche di tipo cardiovascolare e essenziali per la salute del cuore.

“L’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), in collaborazione con l’Istituto Mario Negri (Consorzio Mario Negri sud), ha esaminato in uno studio avviato nell’ottobre 1993, un campione di 11.324 persone colpite da infarto miocardico, suddividendole in quattro sottogruppi. Dopo un follow up di 4 anni, nel dicembre del 1998, i pazienti trattati con omega-3 presentavano riduzione degli infarti, della morte improvvisa, degli ictus e della mortalità totale rispetto a quelli che non avevano ricevuto alcun trattamento. Questi dati confermano le ipotesi che erano state formulate da due importanti studi americani, il primo effettuato su medici volontari, il secondo effettuato su quasi 85.000 infermiere, durato 16 anni e pubblicato sulla importante rivista Journal of the American Medical Association (JAMA). “

Sono molto utili per chi fa attività fisica in quanto gli acidi grassi DHA ed EPA sono in grado di modulare la risposta dei neutrofili e dei macrofagi che sono quei “globuli bianchi” che aggrediscono l’infiammazione e favoriscono la rigenerazione tissutale.
È stato constatato un’aumento dell’ormone della crescita IGF-1 con l’integrazione di Omega 3 e una diminuzione dello stress e dell’infiammazione dovuto ad un allenamento molto intenso.

L’integrazione di Omega 3 è molto utile per prevenire la sarcopenia, ovvero la perdita del muscolo, solitamente associata all’avanzare dell’età ma che, negli ultimi anni, si sta riscontrando un’aumento di persone con questo problema dovuto al fatto che, spesso e volentieri, non seguono una corretta alimentazione, le persone mangiano sempre più spesso cibi pronti o raffinati privi di importanti nutrienti e proteine e grassi sani che il nostro corpo utilizza per nutrire l’organismo e ovviamente i muscoli!

Per concludere, le principali condizioni che possono trarre beneficio da un consumo regolare di EPA e DHA sono sicuramente:

MALATTIE DEL CUORE
Azione antinfiammatoria, riduzione del colesterolo LDL e dei trigliceridi, riduzione della pressione arteriosa.
L’assunzione di Omega-3 nel post infarto favorirebbe anche la riduzione del rischio di mortalità e di possibili recidive.
Gli studi mettono in evidenza come gli omega 3 siano anti-aritmici, anti-sclerotici e anti-trombici.

DIABETE
Miglioramento della sensibilità insulinica.
Secondo molti studi l’effetto protettivo degli omega-3 contro il diabete potrebbe essere dovuto alla loro influenza su adiposità, ipertensione e profilo lipidico.
Hanno un effetto anti-infiammatorio, aiutano ad abbassare il livello di infiammazione sistemica.
L’infiammazione sistemica è favorita dall’accumulo di grasso addominale, la tipica cintura di grasso attorno alla vita, o le “maniglie dell’amore” tipico dei pazienti diabetici in sovrappeso.

PATOLOGIE INFIAMMATORIE E AUTOIMMUNI
Azione antinfiammatoria che aiuta a contrastarne i sintomi.

OSTEOPOROSI
L’osteoporosi ha una componente legata all’infiammazione che viene ridotta dal consumo di omega-3.

ASMA
Effetto antinfiammatorio.

MALATTIE INFIAMMATORIE DELLA PELLE
Gli omega-3 sono utili in molte patologie cutanee su base infiammatoria.

PATOLOGIE INFIAMMATORIE INTESTINALI
Il consumo di omega-3 contribuisce a migliorare i sintomi di patologie del tratto gastrointestinale (come abbiamo visto sopra)

DEPRESSIONE
Molti studi suggeriscono un effetto positivo degli omega-3 sull’umore e sulla funzionalità cerebrale in generale.
Il sistema nervoso centrale è ricco di DHA.

DISTURBI DELL’ATTENZIONE
Ci sono molte ricerche scientifiche che mettono in luce l’effetto positivo degli Omega 3 sui bambini affetti da disturbo dell’attenzione, ADHD, iperattività, autismo, difficoltà nell’apprendimento ecc..
Si è visto che una carenza di acidi grassi Omega 3 nei bambini aumentano le probabilità di queste problematiche.

ALLUNGA LA VITA?
Si è visto che l’assunzione di Omega 3 potrebbe donare qualche anno in più di vita perché va ad agire direttamente sui Telomeri, sono strutture situate sulla parte finale dei cromosomi e sono coinvolte nella stabilizzazione e la replicazione del DNA durante la duplicazione cellulare.
Ad ogni duplicazione cellulare, i telomeri si accorciano sempre di più.
Un’assunzione regolare di Omega 3, sembra diminuire l’accorciamento dei Telomeri.

La cosa migliore da fare è sempre quella di assumere le vitamine, i grassi e le proteine essenziali attraverso il cibo vero ma come abbiamo già discusso più volte, gli alimenti odierni non sono più ricchi di nutrienti come una volta. Pertanto, è consigliabile integrare con prodotti di qualità, qual’ora ci fosse una carenza.

Personalmente posso dire di aver visto gli effetti positivi, dell’integrazione di Omega 3, su me stessa.
Come ho già scritto altre volte in altri articoli, ero affetta da asma e psoriasi, questi problemi di salute non si sono più presentati.
In oltre mi sento molto più lucida come anche la depressione e il cattivo umore quotidiano sono ormai un lontano ricordo!

Mi sento di consigliare questi integratori, sono davvero validi e di qualità!