Un nuovo inizio

Da piccolina (3/4 anni), ero una bambina felice e vivace, ero sempre attiva e volevo fare amicizia con ogni bambino che incontravo ma poi, intorno ai 6/7 anni, qualcosa ha iniziato a cambiare in senso negativo…

Ho iniziato questo percorso ormai più di 10 anni fa.
All’inizio non avevo idea di dove mi avrebbe portata, era iniziato tutto per necessità e disperazione: costantemente malata, problemi di salute che sembravano irrisolvibili, medicinali su medicinali, esami continui e dottori che non riuscivano ad aiutarmi in nessun modo. (già lo sapete se avete letto il mio percorso).
Ho cominciato a fare ricerche a tempo pieno, spinta da mia madre (io inizialmente ero scettica) e con il tempo ho capito quanto fosse reale la correlazione tra alimentazione e salute.

Così mi sono messa a studiare più libri e studi scientifici che potevo e nel frattempo ho iniziato ad andare in palestra, a tenermi attiva e cercare di abbandonare quella vita sedentaria, da reclusa e depressa.
All’inizio è stata dura (ero l’anti-palestra fatta a persona e mia mamma mi ci doveva trascinare a forza): ho mollato e ripreso più volte prima di impegnarmi con costanza e dedizione.

Volevo finalmente dare una svolta alla mia vita, far capire alla malattia che ero io quella più forte e che sarei riuscita a risolvere ogni problema con determinazione per non tornare mai più in quell’oblio di malessere e negatività quotidiana per poter godere dei piaceri della vita.

Mi sono talmente appassionata a questo nuovo mondo che stava nascendo in me la voglia di aiutare le persone a stare bene e per questo motivo ho creato un profilo instagram (@elena.health.fit) dedicato e ho iniziato a condividere con tutti le mie scoperte, gli studi e le mie esperienze perché avevo provato su me stessa cosa volesse dire riuscire a trovare finalmente una soluzione ai problemi.

Questa nuova strada non è stata, non è e non sarà facile. Spesso e volentieri devo farmi strada a spallate tra i dogmi imposti dalla tradizione, dal mainstream e dalle multinazionali.

Ma non mollo e mai lo farò perché è diventata la mia missione.

Da quando ho iniziato a stare veramente bene, si è fatta largo in me l’dea di voler lavorare nell’ambito del benessere per aiutare in modo concreto le persone.
Così, anche grazie all’ispirazione che moltissimi amici, colleghi e professionisti nell’ambito riescono a donarmi ogni giorno, ho deciso di intraprendere un percorso che mi porterà a raggiungere questo obiettivo.

Per quanto sarà lunga questa strada, comincia anch’essa da un “primo passo”; il mio l’ho appena fatto e sono super orgogliosa del risultato che ho raggiunto.
È solo l’inizio.

Se ripenso a com’ero qualche anno fa sarebbe stato impensabile intraprendere questo nuovo viaggio…. ma sto cambiando nuovamente, o meglio “sto tornando me stessa”.

Diploma di Primitive Functional Movement Lvl 1
Master in Anatomia e Biomeccanica applicata nell’allenamento Funzionale

Problemi con l’ISTAMINA?

Problemi con l’ISTAMINA?
Questo articolo potrebbe esserti utile.

Negli ultimi anni ho notato che molte persone soffrono di questo disturbo, così ho deciso di fare alcune ricerche!

Nonostante le associazioni negative che si hanno ormai nei suoi confronti, è bene ricordare che l’istamina è importante per il nostro organismo, nelle giuste quantità, per alcune funzioni:

  • invia messaggi al cervello;
  • innesca il rilascio di acido gastrico;
  • attiva la reazione immune quando si ha un’allergia o permette un maggiore afflusso di leucociti nella zona traumatizzata o infetta;
  • è un regolatore importante dei cicli sonno-veglia.

Gli effetti dell’istamina sono mediati nei diversi tessuti da recettori specifici. Finora si conoscono quattro tipi di recettori, denominati da H1 a H4.

  • H1 Localizzazione prevalente: Intestino, bronchi, sistema cardiovascolare, Sistema Nervoso Centrale.
    Effetti: Contrazione della muscolatura liscia bronchiale, vasodilatazione, aumento della permeabilità capillare, mantenimento dello stato di veglia.
  • H2 Localizzazione prevalente: Parete gastrica, sistema immunitario, sistema cardiovascolare.
    Effetti: Aumento della secrezione acida dello stomaco, vasodilatazione.
  • H3 Localizzazione prevalente: nel Sistema Nervoso Centrale.
    Effetti: Sono autorecettori presinaptici deputati al controllo della biosintesi e del rilascio dell’istamina e di altri neurotrasmettitori. In particolare l’istamina che agisce su questi recettori ha azione di inibizione del rilascio dei neurotrasmettitori associati a quella sinapsi.
  • H4 Localizzazione prevalente: Midollo osseo, milza, eosinofili, mastociti, neutrofili.
    Effetti: modula l’attivazione della risposta immunitaria. La scoperta di questo sottotipo recettoriale risale al 2001.

A livello ipotalamico l’istamina è un regolatore di altre funzioni, quali il rilascio di vasopressina, di ossitocina, di prolattina, ACTH e beta-endorfina. Regola pure il senso di fame e di sete: un aumento dell’istamina sopprime queste due sensazioni, mentre antagonisti del recettore H1 agiscono sull’ipotalamo ventromediale per stimolare l’appetito.
A livello ipofisario, sembra che sia i recettori H1 che H2 siano implicati nella regolazione degli ormoni locali.
Quando i livelli di istamina diventano troppo alti o quando non possono degradarsi correttamente, possono influire sulle normali funzioni corporee.

Tenendo conto quali sono i tessuti recettori da cui è mediata l’Istamina, i problemi da istamina potrebbero essere:

  • Eruzioni cutanee, orticaria;
  • Iper o ipotensione;
  • Problemi digestivi;
  • Mal di testa, emicrania
  • Asma;
  • Irritazioni della mucosa nasale, naso che cola o naso chiuso.
  • Ciclo mestruale irregolare e doloroso;
  • Nausea;
  • Palpitazioni, vertigini
  • Vomito;

Ma anche sclerosi multipla, l’encefalopatia alcoolica di Wernicke, la malattia di Alzheimer, l’istamina può partecipare in questi processi attraverso un controllo della permeabilità vascolare e della barriera emato-encefalica alle cellule immunitarie periferiche.

Vediamo dove si forma l’istamina:
L’istamina è presente anche come “ingrediente naturale” in numerosi alimenti quotidiani. La sua formazione negli alimenti richiede la disponibilità di aminoacidi liberi, microrganismi, batteri e condizioni che ne consentano la crescita e la trasformazione.
Alte concentrazioni di istamina si trovano principalmente nei prodotti fermentati, quali formaggi fermentati, vino e birra ma anche carni in scatola come il pesce marinato o affumicato, altri alimenti come pomodori, crauti, spinaci, salse di vario tipo e poi ancora crostacei e frutti di mare,
salsicce, salame, insaccati in generale, formaggi alcolici, lievito.

Esistono alimenti che possono liberare istamina direttamente nell’organismo:
Cioccolato/cacao. fragole, banane, ananas, papaya, agrumi, kiwi, lampone, pera, avocado, noci, nocciole, mandorle e anacardi. Albume d’uovo. Carne di maiale e Caffè.


Gli alimenti freschi o non lavorati contengono una minima dose di istamina.
Fondamentalmente: più a lungo un alimento viene tenuto in magazzino o sottoposto a stagionatura, conservazione o raffinatura, maggiore è il suo contenuto di istamina!

L’intolleranza all’istamina rappresenta un disturbo controverso.
Oltre a una degradazione alterata dell’istamina fornita per via orale a causa della carenza di diammina ossidasi (DAO), una flora intestinale squilibrata può anche contribuire a livelli elevati di istamina.
Un po come un cane che si morde la coda…

Una cosa è certa, bisogna curare la propria alimentazione per migliorare la situazione!

Che cos’è il DAO?
La Diamminaossidasi è un enzima appartenente alla classe delle ossidoreduttasi.
Si tratta di un gruppo di enzimi in grado di ossidare istamina, monoammine e diammine primarie. Si tratta di chinoproteine contenenti rame.
La diamminossidasi (DAO) è prodotta dal nostro organismo e si trova principalmente nel duodeno e in misura nettamente minore nel fegato e a livello renale.
La diaminossidasi è continuamente prodotta e riversata nel lume intestinale, questo permette ad un organismo sano di eliminare, a livello duodenale, l’istamina contenuta negli alimenti.
L’attività dell’’enzima DAO è promossa da cofattori, quali vitamina B6, rame, zinco, vitamina C.
È inibita da alcool, diversi farmaci, antibiotici e da scorretta alimentazione.
L’intolleranza all’istamina (HIT) è quindi causata da una quantità sproporzionata di istamina nel corpo.


Da uno studio scentifico recente:
Per questo studio pilota interventistico aperto, abbiamo identificato 28 pazienti con HIT. Per 4 settimane, sono stati istruiti a prendere le capsule DAO prima dei pasti. Quindi, durante un periodo di follow-up, sono stati istruiti a non prendere il DAO. Abbiamo usato un questionario che includeva 22 sintomi, che erano divisi in 4 categorie, nonché un punteggio di gravità dei sintomi. Tutti i sintomi sono migliorati in modo significativo durante l’integrazione orale di DAO. Durante il periodo di follow-up, senza integrazione DAO, i punteggi della somma dei sintomi sono nuovamente aumentati. Il punteggio dell’intensità dei sintomi è stato ridotto per tutti i sintomi. Abbiamo dimostrato una riduzione significativa di ogni sintomo legato all’HIT e della sua intensità dovuta agli integratori orali DAO.

Esiste un esame per chi volesse accertasi di tale problematica:
Il DAO TEST è un esame di laboratorio che permette di valutare l’attività dell’enzima diaminossidasi (DAO) responsabile del metabolismo dell’istamina e, quindi, la capacità del nostro organismo di degradare tale sostanza.

Il mio consiglio è quello di risolvere la situazione attraverso una corretta alimentazione e uno stile di vita secondo natura.
Se la situazione è drammatica possono venire in aiuto gli integratori di DAO sopracitati. In ogni caso non voglio sostituirmi in alcun modo al parere di un medico per cui affidatevi sempre ad un professionista!

Spero che questo articolo possa esservi utile!

Quale BURRO uso?

Ciao a tutti!

Si sa, se si segue una dieta Paleo, i latticini sono banditi…Per cui, anche il burro per cucinare è escluso dalla nostra credenza.

Ma sappiamo anche che gi oli vegetali non sono proprio idonei come sostitutivi in quanto hanno un punto fumo molto basso e si trasformano in grassi trans, cancerogeni!
Per di più magari si è intolleranti al lattosio e quindi il burro non lo si può proprio mangiare…

E quindi? Che fare? Come faccio a rendere i miei piatti gustosi, friggere in sicurezza, e non far attaccare il cibo alla padella?

Semplice, io uso il burro GHEE!

Cerco sempre prodotti di qualità e dopo tante ricerche, ho finalmente trovato il mio preferito!
GHEE EASY

Il Ghee è una forma molto pura rispetto al classico burro chiarificato e che solitamente è privo di importanti nutrienti e vitamine.
Il burro Ghee viene riscaldato lentamente e mentre l’umidità evapora, gli zuccheri del latte (quindi anche le caseine) prendono una forma solida, così, una volta filtrato, resterà solamente il grasso puro del burro!


Questo burro contiene importanti vitamine come la K2, A, D ed E.

Non ha ingredienti aggiunti, additivi o coloranti.
E cosa più importante, questo Ghee è prodotto dal latte di mucche allevate al pascolo, nutrite esclusivamente ad erba in terreni biologici Europei.

Il ghee è molto utile per la digestione e l’assimilazione dei nutrienti!

Io lo adoro, oltre ad essere buonissimo (giuro, lo metto ovunque! No, nell’insalata no hehe!) ha un rapporto qualità prezzo imabattibile.
Per non parlare del servizio davvero impeccabile, i ragazzi di Ghee Easy sono davvero gentili e dentro ogni confezione, regalano delle bustine di Cicoria!

Provare per credere!

Gamberi Rustici

È ora di pranzo e dovete fare qualcosa da mangiare ma non sapete cosa.
Aprite il frigo e vi accorgete che è mezzo vuoto… ma c’è ancora qualche avanzo del giorno prima.
Quegli avanzi, però, non sono molto invitanti.. per cui iniziate a pensare ad una soluzione per renderli più appetibili!

Ecco, è quello che è successo a me qualche giorno fa con questi gamberetti!

Li avevo già cucinati molto semplicemente qualche giorno prima e ne sono avanzati alcuni… così ho deciso di renderli più stuzzicosi e saporiti e… idea!

Esempio di pasto completo:
Gamberetti rustici, Tonno, Avocado e Batate al forno


Ho usato solo 2 ingredienti!


Ingredienti:
Farina di Maranta ( Qui dove l’acquisto io e qui trovate il codice sconto )
Burro Ghee

Procedimento:
Per prima cosa ho sgusciato tutti i gamberetti (precisamente mazzancolle) che avevo cotto qualche giorno prima.
Sciogliete mezzo dito di ghee in un pentolino e poi versatelo nella ciotolina dei gamberi e iniziate a mescolare il tutto, i gamberetti devono ungersi molto bene!
Lasciateli immersi nel ghee qualche minuto.
Preparate una ciotolina con della farina di Maranta dove intingerete i gamberi.
In questa ricetta non sono necessarie le uova!
Una volta impanati tutti i gamberi, fateli friggere in una padella con del ghee (o olio di cocco, come preferite)
I gamberetti dovranno risultre dorati e croccanti! Condite a piacere.

Bon Appetit!

Muffin Carnivori

Pensavate non si potessero fare ricette in una dieta completamente Carnivora?
Ebbene, si!

Un modo effettivamente c’è, ci vuole un pochino di inventiva.

Vi presento i Muffin Carnivori!

Semplicemente 2 ingredienti base.. ovvero UOVA e CARNE.

Ingredienti:

Uova
Carne macinata
Sale
Un pizzico di Bicarbonato

Nell’impasto potete aggiungere:

Olive
Cipolle
Pepe
Curcuma
Origano
o altre spezie, a piacere



Procedimento:
Porzione standard.
Prendete un Mixer da cucina e metteteci dentro un pugno di macinato e 2 uova intere, sale e un pizzico di bicarbonato e frullate il tutto.
Se volete, potete aggiungere direttamente olive o cipolle o qualsiasi altro ingrediente di vosto gusto.
L’impasto deve risultare denso e rosa!
Ungete la padella o le formine, con del burro Ghee e poi fateci colare l’impasto.
Se decidete di cuocere in forno, (in padella non è il massimo, ma si può fare) impostatelo a 150° per almeno mezz’ora.
Una volta pronti, avranno un’aspetto dorato e con una deliziosa crosticina croccante sulla superficie!

Sicuramente sarà un modo alternativo e salato di mangiare un Muffin!

Omega 3

Avete sicuramente sentito parlare molto del famoso Omega 3.

Effettivamente si, sono davvero molto importanti per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Sono a migliaia gli studi e ricerche scentifiche effettuate su questa importante sostanza e che ne suggeriscono l’enorme utilità nel trattamento di patologie e altre problematiche.

Che cosa sono?

Gli omega-3 (o PUFA n-3) sono una categoria di acidi grassi essenziali noti, soprattutto, per la loro presenza nelle membrane cellulari e per il mantenimento della loro integrità.

Gli Omega 3 sono divisi in: ALA, DPA, DHA e EPA.

L’acido grasso omega-3, DHA e EPA sono la fonte migliore.
Migliorano la funzione delle sinapsi, la funzione mitocondriale e protegge dallo stress ossidativo!

Gli Omega 3 di origine animale si trovano per la maggior parte nel pesce. (EPA e DHA)

• Sgombro
• Salmone
• Tonno
• Sardine
• Acciughe
• Pesce Spada
• Merluzzo
• Uova di pesce, es. caviale

Di origine vegetale (ALA)

• Microalga Schizochytrium sp,
• Noci
• Semi di Salvia hispanica, Chia
• Mandorle
• Semi di Girasole
• Semi di lino
• Semi di Canapa

In tutto i PUFA sono 3, Omega 3, 6 e 9. Sono tutti acidi grassi essenziali ma va precisato che devono essere ben equilibrati.
Quando gli Omega 6 e 9 aumentano a discapito degli Omega 3, si può andare incontro a infiammazioni e patologie.

Le diete occidentali sono carenti di acidi grassi omega-3 e presentano quantità eccessive di acidi grassi omega-6 rispetto alla dieta su cui si sono evoluti gli esseri umani e sono stati stabiliti i loro schemi genetici.

Le persone che seguono una dieta vegetariana o vegana sono a maggiore rischio di squilibrio del giusto rapporto omega3/omega6.
Chi segue una dieta prevalentemente a base vegetale, corre il rischio di una grave carenza di Omega 3 in quanto i vegetali non sono la fonte più adeguata.
Gli Omega 3 da una fonte vegetale (ALA) è poco biodisponibile, cioè, ha un basso grado di assorbimento.
Il nostro organismo riesce a trasformare solo una piccola parte degli ALA e per questo è consigliabile prediligere alimenti di origine animale.

Anche se si segue una dieta equilibrata, si può incappare comunque in una carenza di Omega 3, semplicemente perché, la carne, il pesce e un po i prodotti di origine animale in generale, non sono più di qualità come una volta. Gli animali da allevamento vengono trattati indegnamente, tenuti rinchiusi, vengono bombardati di antibiotici e vengono nutriti con mangimi sintetici, cereali, soia e altro cibo spazzatura non specie-specifico.
Le mucche, ad esempio, dovrebbero mangiare esclusivamente erba o fieno perché riescono ad assimilare nutrienti che, altrimenti, noi non potremmo mai digerire e che, successivamente, vengono trasformati in Omega 3.
Per questo la carne di animali allevati al pascolo, o cosiddette Grass Fed, sono ricche di grassi sani, hanno il doppio delle vitamine e proteine di qualità.
Quantità eccessive di acidi grassi polinsaturi omega-6 (PUFA) e un rapporto omega-6 molto elevato rispetto all’ omega-3, come si trova nelle diete occidentali di oggi, promuovono la patogenesi di molte malattie, tra cui malattie cardiovascolari, cancro, infiammazioni e malattie autoimmuni, mentre un aumento dei livelli di PUFA omega-3 esercita effetti soppressivi contro questi effetti collaterali.

Negli ultimi decenni, sono stati condotti numerosi studi epidemiologici su miriadi di benefici per la salute dei PUFA omega-3 e i loro effetti su malattie cardiovascolari, diabete, cancro, morbo di Alzheimer, demenza, depressione, sviluppo visivo e neurologico e materno e salute dei bambini.

Studi effettuati sugli adulti hanno mostrato alcuni cambiamenti comuni nel microbiota intestinale dopo l’integrazione con PUFA omega-3. In particolare, è stata osservata una diminuzione di batteri colpevoli di disbiosi e intestino infiammato.
I PUFA Omega-3 possono esercitare un’azione positiva ripristinando la composizione del microbiota in queste malattie e aumentando la produzione di composti anti-infiammatori, come gli acidi grassi a catena corta. Inoltre, sembrerebbe che gli acidi grassi omega-3 aiutino a migliorare le immunità e a mantenere l’integrità della parete intestinale e interagisce con le cellule immunitarie dell’ospite.

“Infine, studi sull’uomo e sugli animali hanno messo in luce la capacità dei PUFA omega-3 di influenzare l‘asse intestino-cervello, agendo attraverso la composizione del microbiota intestinale. Da questi risultati emerge l’importanza della connessione omega-3 al microbiota, incoraggiando ulteriori studi.”

Ci sono molti studi che affermano che gli Omega 3 sono di grande aiuto contro problematiche di tipo cardiovascolare e essenziali per la salute del cuore.

“L’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), in collaborazione con l’Istituto Mario Negri (Consorzio Mario Negri sud), ha esaminato in uno studio avviato nell’ottobre 1993, un campione di 11.324 persone colpite da infarto miocardico, suddividendole in quattro sottogruppi. Dopo un follow up di 4 anni, nel dicembre del 1998, i pazienti trattati con omega-3 presentavano riduzione degli infarti, della morte improvvisa, degli ictus e della mortalità totale rispetto a quelli che non avevano ricevuto alcun trattamento. Questi dati confermano le ipotesi che erano state formulate da due importanti studi americani, il primo effettuato su medici volontari, il secondo effettuato su quasi 85.000 infermiere, durato 16 anni e pubblicato sulla importante rivista Journal of the American Medical Association (JAMA). “

Sono molto utili per chi fa attività fisica in quanto gli acidi grassi DHA ed EPA sono in grado di modulare la risposta dei neutrofili e dei macrofagi che sono quei “globuli bianchi” che aggrediscono l’infiammazione e favoriscono la rigenerazione tissutale.
È stato constatato un’aumento dell’ormone della crescita IGF-1 con l’integrazione di Omega 3 e una diminuzione dello stress e dell’infiammazione dovuto ad un allenamento molto intenso.

L’integrazione di Omega 3 è molto utile per prevenire la sarcopenia, ovvero la perdita del muscolo, solitamente associata all’avanzare dell’età ma che, negli ultimi anni, si sta riscontrando un’aumento di persone con questo problema dovuto al fatto che, spesso e volentieri, non seguono una corretta alimentazione, le persone mangiano sempre più spesso cibi pronti o raffinati privi di importanti nutrienti e proteine e grassi sani che il nostro corpo utilizza per nutrire l’organismo e ovviamente i muscoli!

Per concludere, le principali condizioni che possono trarre beneficio da un consumo regolare di EPA e DHA sono sicuramente:

MALATTIE DEL CUORE
Azione antinfiammatoria, riduzione del colesterolo LDL e dei trigliceridi, riduzione della pressione arteriosa.
L’assunzione di Omega-3 nel post infarto favorirebbe anche la riduzione del rischio di mortalità e di possibili recidive.
Gli studi mettono in evidenza come gli omega 3 siano anti-aritmici, anti-sclerotici e anti-trombici.

DIABETE
Miglioramento della sensibilità insulinica.
Secondo molti studi l’effetto protettivo degli omega-3 contro il diabete potrebbe essere dovuto alla loro influenza su adiposità, ipertensione e profilo lipidico.
Hanno un effetto anti-infiammatorio, aiutano ad abbassare il livello di infiammazione sistemica.
L’infiammazione sistemica è favorita dall’accumulo di grasso addominale, la tipica cintura di grasso attorno alla vita, o le “maniglie dell’amore” tipico dei pazienti diabetici in sovrappeso.

PATOLOGIE INFIAMMATORIE E AUTOIMMUNI
Azione antinfiammatoria che aiuta a contrastarne i sintomi.

OSTEOPOROSI
L’osteoporosi ha una componente legata all’infiammazione che viene ridotta dal consumo di omega-3.

ASMA
Effetto antinfiammatorio.

MALATTIE INFIAMMATORIE DELLA PELLE
Gli omega-3 sono utili in molte patologie cutanee su base infiammatoria.

PATOLOGIE INFIAMMATORIE INTESTINALI
Il consumo di omega-3 contribuisce a migliorare i sintomi di patologie del tratto gastrointestinale (come abbiamo visto sopra)

DEPRESSIONE
Molti studi suggeriscono un effetto positivo degli omega-3 sull’umore e sulla funzionalità cerebrale in generale.
Il sistema nervoso centrale è ricco di DHA.

DISTURBI DELL’ATTENZIONE
Ci sono molte ricerche scientifiche che mettono in luce l’effetto positivo degli Omega 3 sui bambini affetti da disturbo dell’attenzione, ADHD, iperattività, autismo, difficoltà nell’apprendimento ecc..
Si è visto che una carenza di acidi grassi Omega 3 nei bambini aumentano le probabilità di queste problematiche.

ALLUNGA LA VITA?
Si è visto che l’assunzione di Omega 3 potrebbe donare qualche anno in più di vita perché va ad agire direttamente sui Telomeri, sono strutture situate sulla parte finale dei cromosomi e sono coinvolte nella stabilizzazione e la replicazione del DNA durante la duplicazione cellulare.
Ad ogni duplicazione cellulare, i telomeri si accorciano sempre di più.
Un’assunzione regolare di Omega 3, sembra diminuire l’accorciamento dei Telomeri.

La cosa migliore da fare è sempre quella di assumere le vitamine, i grassi e le proteine essenziali attraverso il cibo vero ma come abbiamo già discusso più volte, gli alimenti odierni non sono più ricchi di nutrienti come una volta. Pertanto, è consigliabile integrare con prodotti di qualità, qual’ora ci fosse una carenza.

Personalmente posso dire di aver visto gli effetti positivi, dell’integrazione di Omega 3, su me stessa.
Come ho già scritto altre volte in altri articoli, ero affetta da asma e psoriasi, questi problemi di salute non si sono più presentati.
In oltre mi sento molto più lucida come anche la depressione e il cattivo umore quotidiano sono ormai un lontano ricordo!

Mi sento di consigliare questi integratori, sono davvero validi e di qualità!

Carne Essiccata

Per chi si fosse perso le storie sul mio Instagram, faccio un piccolo riassunto qui! (Potete comunque trovare le storie sulle storie in evidenza)

Da un po ero alla ricerca di uno snack sano senza ingredienti nocivi e raffinati.
Ho provato una grande quantità di barrette a base di frutta secca Paleo Friendly ma essendo predisposta ad autoimmunità, non ci vado molto d’accordo.. le sento subito pesanti e alla lunga mi creano infiammazione.

Una cosa che mi fa storgere il naso è che non sono mai composte dalla sola materia prima ma ci aggiungono sempre addensanti, zuccheri, lecitine, gomme, sciroppi di vario tipo ed altro che a mio avviso “sporcano” il prodotto.

Generalemente sconsiglio barrette proteiche a base di frutta secca se si hanno patologie autoimmuni

(Vedi Protocollo Autoimmune, esclude uove, frutta secca, solanacee, semi oleosi, castagne, peperoncini e pepe, caffè)

Che fare quindi… Ogni tanto ho voglia di mangiare qualcosa di pronto, per mancanza di tempo o perchè sono fuori casa.

Tempo fa mi son cimentata nella produzione di carne essiccata ma è decisamente laborioso, ci vuole un bel po di tempo e tenere il forno acceso per così tanto tempo non è all’insegna del risparmio.


Voi direte, esiste l’essiccatore!
Ebbene si, ho preso pure quello ma non viene assolutamente come pensavo.. o almeno, io non mi sono trovata bene.
Il sapore cambia e sembra di mangiare cartone (ho provato anche con le batate e con il platano).
Non avendo voglia di scervellarmi ulteriormente, e avendo già tante ricette da fare, ho cercato online!

Dopo una lunga ricerca, ho finalmente trovato questa Carne Essiccata:

  • Senza coloranti
  • Senza zuccheri aggiunti
  • Senza conservanti
  • Senza Glutine
  • Senza lecitine
  • Senza nitriti o nitrati

Solamente 2 Ingredienti!

Carne e Sale

Il sale è un conservante naturale, usato fin dall’antichità e fino a pochi anni fa per conservare il cibo!

Ho acquistato la classica carne di manzo e poi quella di tacchino. Tra le due è decisamente più gustosa quella di tacchino.

Ovviamente bisogna andarci piano, non è comunque un alimento da consumare quotidianamente visto l’alto contenuto di sale.
Può essere utilizzato comodamente come PostWorkout o come snack da portare quando si è fuori casa o al lavoro.

Io l’ho comprata QUI.

Agnello e Pancetta

È da quasi 2 mesi che seguo la cosidetta Carnivore Diet, la quale prevede l’assunzione di solo ed esclusivamente alimenti di origine animale!
Non la sto seguendo pura al 100%, qualche prodotto di origine vegetale ancora lo mangio anche se in quantità veramente ridotte.

Mi sto trovando bene, la pancia è sicuramente meno gonfia, non mi sento debole, anzi! Mi sembra di aver aumentato la concentrazione e lucidità mentale.

Comunque vi aggiornerò più avanti in un articolo dedicato, ora è il momento di questa deliziosa ricetta “carnivora”.

Ingredienti:

  • Arrosticini di Agnello
  • Pancetta
  • Radicchio
  • Cipolle
  • Sale integrale/colorato
  • Burro Ghee

Procedimento:

Sciogliete un po di Burro Ghee (possibilmente grass fed) con un pentolino e poi versatelo in un piatto fondo.
Prendete gli arrosticini di agnello e sfilate la carne dai bastoncini e mettetela nel piatto con il ghee.
Mescolate la carne in modo da cospargerla completamente di burro e nel frattempo salate il tutto con un buon sale integrale o colorato (Himalaya, celtico ecc)
Prendete una griglia e iniziate a cuocere la carne.
Nel frattempo prendete un’altra padella e fate soffriggere la pancetta, il radicchio e un po di cipolla.
Una volta pronta la carne, versatela nella padella con gli altri ingredienti e lasciate cuocere gli ultimi 5 minuti tutto insieme… e il gioco è fatto!
Servite e Bon Appetìt!

Mal di Latte

L’altro giorno mia madre ha riesumato, dal disordine di un armadio, questo vecchissimo libro.
Uno dei primissimi libri che aveva iniziato a leggere quando ancora ero affetta da asma, reflusso, nausea e altre patologie autoimmuni.
Quindi parliamo di circa 10 anni fa.
Questo libro è stato uno dei primi “salva vita”, grazie al quale abbiamo iniziato ad intuire il nesso tra alimentazione e salute.

Potete notare infatti alcune annotazioni che mia madre fece al tempo e qualche sottolineatura.

(Alcune annotazioni sono dedicate a degli amici di cui ho censurato il nome per mantenere la privacy).

Rivedere questo libro mi ha ispirato la scrittura di questo articolo!

“Cereali, legumi e latte sono stati per 12.000 anni il cibo degli schiavi e dei maiali mentre le elite si nutrivano di carne e verdura. Non a caso la popolazione viveva 25 – 30 anni mentre i potenti rimanevano sani ed efficienti fino al limite naturale dell’esistenza. “ Cit. Giovanni Cianti

Tutti avranno sicuramente sentito dire che:
“Il latte fa bene alle ossa”;
“il latte è un alimento completo”;
“il latte è il miglior alimento del mondo”.

Normalmente si pensa che senza i latticini, le nostre ossa ne risentirebbero, diventerebbero più fragili o si correrebbe il rischio di sviluppare osteoporosi.
Ma se andiamo ad analizzare le statistiche, negli ultimi 10 anni sono aumentati i rischi di fratture!

Ho fatto una semplicissima ricerca su Google “rischi di fratture in Italia” e i titoli parlano da soli.


È stato anche constatato che chi non mangia latticini e formaggi, il rischio di fratture si riduce notevolmente. Come si spiega tutto ciò?
Analizziamo bene i fatti…l’ allevamento degli animali e la mungitura del latte è nato circa 12.000 anni fa, con la nascita dell’agricoltura ma noi esistiamo da milioni di anni prima e il nostro DNA si è formato definitivamente molto prima dell’avvenuta dell’agricoltura.

“La gente pensa che il latte faccia benissimo, compresi quelli che vanno di diarrea dopo averlo preso.” Cit. Claudio Tozzi.

Lattosio e caseine sono considerati dei veri e propri veleni per l’uomo che non è in grado di assimilare nella maniera corretta.
Come ben sappiamo il latte vaccino, consumato da noi umani, è la prima fonte di allergie alimentari.
Fin da bambini, durante e dopo lo svezzamento, ci viene imposto il consumo di latte vaccino ma ci sono molti studi che evidenziano come questo alimento incrementi il rischio di diabete negli infanti anche perché l’enzima (Chimosina o Rennina) che pre-digerisce le proteine del latte, sparisce o diminuisce superati i due anni di età.
Per essere più precisi, basti pensare che il vitello ha ben 4 stomaci e sono predisposti a digerire 3200 milligrammi di caseina per litro. Alla prole umana sono destinati solo 40 milligrammi per litro di alfa-caseina del latte umano!
Un bambino appena nato dovrebbe essere svezzato solamente con il latte materno, il colostro.
Il colostro è fondamentale per la salute del bambino perché contiene i principali nutrienti, aminoacidi per lo sviluppo cerebrale, batteri ed enzimi che il bambino andrà ad assimilare come prima fonte di cibo e a popolare il suo intestino ancora “spoglio” e molto ricettivo.
È quindi essenziale che l’intestino dell’infante venga popolato fin da subito dai giusti batteri per la “fioritura” di un’ottimale flora batterica.
Tutto questo è importante perché andrà a determinare se, in futuro, l’individuo avrà o meno intolleranze o allergie alimentari, se sarà in grado di digerire o meno certi alimenti o se sarà predisposto a sviluppare autoimmunità o no.

Il latte vaccino è coinvolto in una varietà di malattie autoimmuni come ad esempio:

  • Osteoporosi;
  • Diabete;
  • Morbo di Crohn;
  • Sclerosi Multipla;
  • Colite ulcerosa;
  • Asma;
  • Acne;

“Per ognuno il latte della propria specie è di beneficio, ma quello di altre specie è dannoso.”
Cit. Ippocrate

Sembrerebbe anche che il latte vaccino sia associato ad un aumento di casi di infarti e problemi cardiovascolari, ed è importante ricordare che in Italia è considerata la prima causa di morte.
Il latte contiene i cosiddetti ormoni e peptidi oppioidi ma soprattutto la caseina che causa la permeabilità intestinale. Questo fa si che molte sostanze attraversino le difese intestinali e vadano in circolo per il nostro organismo interferendo con il sistema immunitario, attaccando e mandando in tilt le normali funzioni fisiologiche.
I peptidi oppioidi o comunemente chiamate caseomorfine interferiscono sui recettori oppioidi.
I recettori oppioidi sono tantissimi e la maggior parte è situata nel cervello, nel tratto digestivo e negli ormoni endocrini.
Per questo può causare delle interferenze importanti e vengono spesso collegati i seguenti sintomi:

  • Problemi di memoria, apprendimento;
  • Comportamento;
  • Stitichezza;
  • Problemi del sonno;
  • Sindrome premestruale;
  • Patologie autoimmuni;


Un esempio utile è quello della Melatonina: la chimica dell’ormone del sonno dipende da recettori oppioidi quindi vengono fortemente influenzati in presenza di caseomorfine.
Non deve stupire se molte persone soffrono di disturbi del sonno.

Ci sono numerosi studi che mettono in evidenza come un’alimentazione senza latte e derivati migliori drasticamente alcuni parametri nei bambini con problemi del sonno e comportamentali, in particolare l’alitosi, risvegli notturni.
Io stessa posso confermare perché soffrivo di queste problematiche, una volta sospesa l’assunzione di latte e derivati, anche mia mamma ha potuto tirare un sospiro di sollievo!

Molti ormoni trovati nel latte vaccino, sono estrogeni e una continua ed elevata presenza di quest’ultimi, nei bambini potrebbe causare scompensi ormonali, nelle donne potrebbe causare un aumento delle probabilità di contrarre il cancro al seno e alle ovaie, per gli uomini il cancro dalla prostata.

Un altro elemento a sfavore del latte e derivati è la presenza del galattosio, uno zucchero contenuto nella bevanda che comporta ossidazioni ed infiammazioni.
Il Galattosio è quasi sempre associato a raffreddori e influenze dato che, dopo lo svezzamento naturale con il latte materno, l’uomo non ha più l’enzima necessario alla digestione della caseina presente nel latte, la maggior parte del galattosio si ossida e si trasforma in Acido Mucico.
L’acido Mucico è insolubile e non può essere smaltito del tutto dal fegato e quindi rimane in eccesso e ristagna. Accumulando continuamente questo acido, con l’assunzione quotidiana di latticini, si forma il Muco.
Il muco quindi va in circolo, va a finire nelle mucose polmonari, le trombe di Eustachio, nel naso e nel tratto respiratorio. Ecco quindi spiegato il raffreddore.


“La razione giornaliera di latte suggerita dal dipartimento per l’agricoltura americano è pari a tre tazze, basandosi sul fatto che la bevanda fa bene alle ossa e può ridurre il rischio di infarto.
Gli autori di quest’ultimo studio, però, hanno spiegato che le raccomandazioni del dipartimento si basano su basi scientifiche poco certe.
Dati gli effetti dannosi del galattosio negli animali, i ricercatori hanno ipotizzato che un consumo più alto di latte può essere associato ad un maggiore rischio di fratture e mortalità prematura.”

Articolo completo qui.


Il latte è un alimento acido, e per processarlo il corpo deve andare a prelevare i preziosi minerali delle ossa per digerire meglio possibile questa bevanda. I minerali rubati alle ossa funzionano come un tampone per riequilibrare il PH.
Ecco così che le nostre ossa diventano sempre più fragili, “vuote”.


Sarebbe sicuramente consigliabile l’utilizzo il latte intero ma come abbiamo già detto, gli enzimi che pre-digeriscono le proteine del latte spariscono o diminuiscono drasticamente già dopo i due anni d’età. Tuttavia c’è chi lo riesce a tollerare meglio di altri e può dipendere da diversi fattori (epigenetica, parto, tipo di allattamento, antibiotici, abuso di farmaci ecc…) siamo tutti diversi questo è certo. Bisognerebbe essere certi che il latte intero sia di alta qualità, la cosa migliora sarebbe quella di andare ad acquistarlo direttamente da allevatori certificati Grass Fed.

(Ci sono molte persone che seguono una dieta Carnivora e che fanno un uso moderato di latte crudo Grass Fed e probabilmente lo tollerano bene.
Io, ad esempio, non potrei comunque assumerlo perchè sono intollerante.)

Se poi si pensa a come avviene la pastorizzazione del latte che si trova comunemente nei supermercati è un motivo in più per evitarlo in quanto tutti i grassi buoni e le vitamine vengono bruciati dalle alte temperature di lavorazione e più la caseina viene deteriorata tanto più diventa dannosa per la mucosa intestinale.

Il calcio lo possiamo trovare in tantissimi altri alimenti come moltissimi vegetali, frutta e carne.
Ma l’importante è l’effettiva assimilazione, la quale deve essere biodisponibile, cosa che il latte purtroppo non è.
È importante controllare i valori di Vitamina D.
Una carenza di vitamina D, infatti, potrebbe essere correlata ad un maggiore rischio di calcificazione arteriosa o renale (calcoli renali) proprio perché il calcio che si trova in circolo non viene depositato nel posto giusto: le ossa.

Aumentando questa importante vitamina, si potrebbe risolvere il problema, veicolando il calcio nelle ossa e liberando le arterie, diminuendo così i rischi cardiovascolari. Ma per avere un effetto veramente ottimale, sarebbe opportuno abbinare anche la Vitamina K2 perché rende gli enzimi e le proteine della vitamina D, responsabili per il deposito di calcio nelle ossa, attive.
Vitamina D e K2 lavorano a braccetto!

Io consiglio sempre di esporsi naturalmente al sole per un’assorbimento ottimale e naturale della Vitamina D, purtroppo però non viviamo più all’aperto come facevano i nostri antenati ed è quindi spesso necessario dover ricorrere all’integrazione.
Stesso discorso è valido per la Vitamina K2 e un’altra importante sostanza benefica e protettiva come l’Omega 3. Entrambe sono difficili da integrare naturalmente con il cibo dato che non è più denso di nutrienti come una volta e spesso e volentieri contaminato da pesticidi, antibiotici e sostanze chimiche.
Pochi alimenti contengono quantità apprezzabili di vitamina D. Un alimento particolarmente ricco è l’olio di fegato di merluzzo. Seguono, poi, i pesci grassi come i salmoni e le aringhe, le uova, il fegato, le carni rosse (25-idrossicolecalciferolo) e le verdure verdi.
Se non si riesce ad assumere vitamina D in buone quantità è quindi consigliabile la supplementazione attraverso prodotti di qualità.

Nell’immagine è presente il Latte, ma come abbiamo già detto è una fonte poco biodisponibile di nutrienti per l’umano e la maggior parte delle persone non lo tollera, può causare più danni che benefici.


Pasta, pane, pizza, legumi, soia, latte e derivati concedono la sopravivenza ma causano danni immensi al nostro organismo lentamente e in modo tacito tanto da ritardare o addirittura ostacolare il collegamento “causa effetto”.

Personalmente posso dire di essere guarita da Asma, alitosi, mal di testa cronici, iperattività, brain fog, ciclo doloroso e placche in gola semplicemente smettendo di mangiare latte e tutti i suoi derivati. Sono ormai parecchi anni che non assumo più un solo farmaco per il raffreddore o l’influenza!

Tutto quello che ho scritto non nasce della mia immaginazione. È frutto di esperienze fatte in prima persona, di sbagli e prove continue per migliorare la mia salute (non solo, esperienze di amici e famigliari come ulteriore conferma) ma soprattutto è frutto di anni di studi e montagne di libri. Molte informazioni le ricavo direttamente da studiosi e divulgatori che stimo e di cui mi fido perché grazie a loro ho ripreso in mano la mia vita ma soprattutto trovo conferma nella più importante banca dati online per l’individuazione di informazioni biologiche, chimiche e mediche dove, in questo caso, sono presenti più di 2000 studi effettuati sui latticini.

Integratori consigliati (chiedete sempre consiglio al vostro medico):

Se decidete di acquistare gli integratori dallo Geo Paleo Store, approfittate di questo codice sconto : ELENA10

Fiorellini di Cocco

Ciao a tutti, eccomi con una nuova e semplice ricetta golosa!

Li ho chiamati Fiorellini di Cocco e possono essere considerati dolci chetogenici in quanto contengono per la maggior parte grassi buoni.

Questi dolcetti sono dei semifreddi, per cui non servirà sprecare ulteriore energia accendendo il forno!

Ingredienti:

Farina di Cocco (indicativamente 80g)

Olio di Cocco (almeno 5 Cucchiai)

Crema di Cocco (almeno 4 Cucchiai)

Sale grezzo colorato (mezzo cucchiaino da te)

Miele grezzo (1 Cucchiaio, facoltativo)

Procedimento:

Unire la farina di cocco all’olio di cocco e alla crema di cocco precedentemente sciolto in un pentolino, (a bassa temperatura mi raccomando, la crema di cocco tende a bruciarsi se sciolta ad alte temperature) mescolare fino ad ottenere un impasto granuloso e compatto. Aggiungete un pizzico di Sale colorato
Opzionale: aggiungete un cucchiaio di miele se volete renderli più dolci.
Prendete le formine che più preferite e inserite l’impasto un poco alla volta, stando attendi di farlo aderire bene alle pareti a non lasciare buchi!
Mettete la teglia in congelatore per almeno 15min, se serve anche di più.
Una volta pronti, toglieteli dalle formine delicatamente, senza fretta altrimenti rischiate di schiacciarli e deformarli.


I Fiorellini di Cocco risulteranno comunque abbastanza morbidi!

Un modo sano e alternativo per cedere alle dolci tentazioni, senza rimpianti e sensi di colpa!

La maggior parte degli ingredienti li
ho acquistati su Geo Paleo Store
L’unico negozio Online che garantisce la sicurezza e la qualità delle materie prime, certificate senza Glutine e senza Lattosio
ma soprattutto senza Cereali!
Vi ricordo che potete usare il codice sconto ELENA10